La versione di Andrea Delmastro diventa sempre meno credibile, foto dopo foto.
Il primo scatto risale al 2023, e lo ritrae abbracciato a Mauro Caroccia, condannato in via definitiva come prestanome del clan Senese. Poi è arrivata la foto pubblicata da Il Fatto Quotidiano, risalente a giugno 2025: il sottosegretario è alla “Bisteccheria d’Italia” insieme alla capa di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi e al suo entourage. Infine la foto di Domani, che ci mostra Delmastro nello stesso locale anche a gennaio 2026, a cena con esponenti della polizia penitenziaria.
Una difesa che vacilla
Delmastro è stato socio al 25% della “Le 5 Forchette Srl”, insieme a Miriam Caroccia, figlia del condannato. Ha sempre sostenuto di aver venduto le quote e interrotto i rapporti appena scoperti i legami familiari, rivendicando un «rigore etico» che la sequenza temporale delle immagini sembra smentire.
Queste tre foto ci raccontano una frequentazione prolungata, che arriva fino a poche settimane fa; ci costringono a chiederci, e a chiedergli, se e quando abbia davvero preso le distanze dai Caroccia.
La presenza di Giusi Bartolozzi, capa gabinetto di Nordio e volto del Sì al referendum, amplia inoltre il perimetro politico del caso.
Meloni: “Resta al suo posto”
Nonostante le nuove rivelazioni, Giorgia Meloni difende il sottosegretario. «Forse avrebbe dovuto essere più accorto», afferma, respingendo però ogni ipotesi di contiguità con ambienti criminali. E alla domanda sulle dimissioni risponde senza esitazioni: «Resta al suo posto».
Ma, al di là della difesa di rito, i ben informati sostengono che Meloni sia irritata. Il referendum è alle porte, e non passa giorno senza che i suoi combinino disastri.
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