Un’allerta meteo gialla già diramata la sera precedente, con venti fino a 50 chilometri orari e mare mosso. Condizioni tutt’altro che ideali per le immersioni. Il gruppo di sub italiani ha però tentato la sorte. Secondo le prime ricostruzioni, i cinque – tutti in possesso del brevetto per le immersioni profonde e guidati da un istruttore esperto a bordo dello yacht Duke of York – sarebbero scesi fino a circa 50 metri in un complesso sistema di grotte e tunnel di corallo. Da lì non sono più riemersi. Oggi le autorità tenteranno di recuperare i corpi.
Le operazioni – già definite “ad alto rischio” dalla Guardia costiera maldiviana – risultano particolarmente complesse per la profondità e la conformazione dell’area, descritta come un vero e proprio canyon sommerso. Sulle cause della tragedia restano aperti diversi scenari. Gli investigatori non escludono la perdita di orientamento all’interno della grotta, favorita dalla scarsa visibilità e dalla sabbia sollevata dal moto ondoso. Un’ipotesi altrettanto accreditata riguarda la tossicità dell’ossigeno nelle miscele respiratorie utilizzate a profondità elevate, soprattutto in caso di composizioni non adeguatamente calibrate.
Tra le altre possibilità, anche una dinamica a catena: un sub potrebbe essere rimasto incastrato, costringendo gli altri a tentare di soccorrerlo e questo potrebbe aver provocato il rapido consumo delle riserve d’aria, fino al panico o alla narcosi da profondità. Gli esperti sottolineano come a 50 metri i margini di errore siano estremamente ridotti. “Una miscela respiratoria non corretta può provocare crisi iperossiche con effetti neurologici e cardiovascolari” – spiegano specialisti in medicina subacquea. Anche il fattore psicologico può essere un’arma a doppio taglio. In ambienti vincolanti e poco visibili, l’agitazione può compromettere lucidità e capacità di risalita.
Fondamentale sarà ora il recupero e l’analisi delle attrezzature, in particolare delle bombole, che potrebbero rivelare eventuali anomalie nella miscela respiratoria, compresa una possibile contaminazione. Solo il ritrovamento e l’autopsia sui corpi potrà fornire agli investigatori elementi decisivi per ricostruire con precisione le dinamiche della tragedia.
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