Prosegue l’inchiesta sulla scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore danneggiato con il ghiaccio secco presso l’ospedale Monaldi di Napoli. Il cardiochirurgo Guido Oppido e la collega Emma Bergonzoni, già indagati insieme ad altri cinque medici per omicidio colposo, sono ora accusati anche di falso in atto pubblico in relazione alla compilazione della cartella clinica.
La Procura di Napoli ha chiesto al giudice per le indagini preliminari una misura interdittiva, tradotta nella sospensione dall’esercizio della professione per entrambi i medici. Mentre l’interrogatorio è fissato per la fine di marzo.
I tempi riportati nella cartella clinica non coincidono
Al centro degli accertamenti ci sarebbe una discrepanza temporale relativa a una fase cruciale dell’intervento. In particolare, secondo gli investigatori, tra il clampaggio – cioè l’inizio dell’espianto del cuore del bambino – e l’arrivo dell’organo da trapiantare sarebbero trascorsi circa dodici minuti.
Tuttavia, nella documentazione sanitaria redatta dai due indagati, i due momenti risulterebbero coincidenti. Le verifiche dei carabinieri del NAS però, supportate da testimonianze e atti acquisiti, indicherebbero invece che il clampaggio sarebbe avvenuto alle 14:18, mentre il cuore del donatore sarebbe arrivato solo intorno alle 14:30.
Parallelamente, proseguono le attività investigative. È stato sequestrato un ulteriore cellulare, appartenente a una seconda perfusionista presente in sala operatoria, che avrebbe effettuato riprese e scatti durante l’intervento del 23 dicembre. Il dispositivo sarà sottoposto a copia forense il 26 marzo. La donna, al momento, non risulta indagata ma è stata ascoltata come persona informata sui fatti.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
