lunedì 15 Giugno 2026
Domenico Caliendo

Due medici del piccolo Domenico indagati per falso nella cartella clinica

La Procura di Napoli ha richiesto la sospensione dall’esercizio della professione per il cardiochirurgo Guido Oppido e la collega Emma Bergonzoni

Da Maria Vittoria Ciocci
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Prosegue l’ sulla del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di danneggiato con il ghiaccio secco presso l’ Monaldi di Napoli. Il cardiochirurgo Guido Oppido e la collega Emma Bergonzoni, già insieme ad altri cinque medici per colposo, sono ora accusati anche di falso in atto pubblico in relazione alla compilazione della cartella clinica.

La Procura di Napoli ha chiesto al giudice per le preliminari una misura interdittiva, tradotta nella sospensione dall’esercizio della professione per entrambi i medici. Mentre l’interrogatorio è fissato per la fine di marzo.

I tempi riportati nella cartella clinica non coincidono

Al centro degli accertamenti ci sarebbe una discrepanza temporale relativa a una fase cruciale dell’intervento. In particolare, secondo gli investigatori, tra il clampaggio – cioè l’inizio dell’espianto del cuore del bambino – e l’arrivo dell’organo da trapiantare sarebbero trascorsi circa dodici minuti.

Tuttavia, nella documentazione sanitaria redatta dai due indagati, i due momenti risulterebbero coincidenti. Le verifiche dei del NAS però, supportate da testimonianze e atti acquisiti, indicherebbero invece che il clampaggio sarebbe avvenuto alle 14:18, mentre il cuore del donatore sarebbe arrivato solo intorno alle 14:30.

Parallelamente, proseguono le attività investigative. È stato sequestrato un ulteriore , appartenente a una seconda perfusionista presente in sala operatoria, che avrebbe effettuato riprese e scatti durante l’intervento del 23 dicembre. Il dispositivo sarà sottoposto a copia forense il 26 marzo. La donna, al momento, non risulta ma è stata ascoltata come persona informata sui fatti.

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