Il centrosinistra resta davanti al centrodestra e conferma una fase di equilibrio tra le due aree politiche. È questo il dato che emerge dall’ultima Supermedia Agi/Youtrend, che fotografa gli orientamenti di voto raccolti tra il 26 marzo e l’8 aprile, nelle settimane successive al referendum.
La coalizione progressista mantiene il vantaggio, anche se senza scatti in avanti: oggi vale il 45,4%, mezzo punto sopra la maggioranza di governo che sale al 44,9. Un margine ridotto, ma sufficiente per restare in testa in una fase segnata da piccoli spostamenti e da un elettorato che osserva con attenzione.
Nel campo largo continua il buon momento del Partito democratico. I dem guadagnano lo 0,6% e arrivano al 22,4%, riducendo la distanza da Fratelli d’Italia che si ferma al 28,1 con una lieve flessione. Un segnale politico chiaro: il principale partito di opposizione recupera terreno e prova a costruire un’alternativa credibile.
Diversa la situazione del Movimento 5 Stelle, che sembra aver perso la spinta legata alla vittoria del no al referendum. Il partito guidato da Giuseppe Conte lascia sul campo mezzo punto e scende al 12,7%. Un calo che pesa sugli equilibri interni al campo largo.
Sul fronte opposto si registra invece un rimbalzo della Lega. Il partito di Matteo Salvini cresce di quasi un punto in due settimane e torna sopra la soglia del 7%, superando l’alleanza Verdi-Sinistra che scivola al 6,4. Forza Italia cala all’8,6, mentre restano stabili le forze centriste come Azione e +Europa. Il quadro resta aperto. I numeri raccontano una sfida serrata, con due blocchi vicini e pronti a contendersi ogni voto. In politica, oggi più che mai, basta poco per cambiare gli equilibri.
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