lunedì 15 Giugno 2026
Escort di lusso in discoteca

Escort di lusso e feste nei locali della “Milano bene”: calciatori di serie A tra i clienti

La procura ha sequestrato 1,2 milioni di euro e predisposto quattro domiciliari. Le donne reclutate sono appena diciottenni. L'inchiesta della Finanza

Da Maria Vittoria Ciocci
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A Cinisello Balsamo una società organizzava serate nei locali della cosiddetta “Milano bene”. A disposizione dei clienti di lusso e albergo, in veri e propri “pacchetti” tutto incluso. Sono coinvolti anche alcuni giocatori di , tra cui quelli appartenenti alle squadre in trasferta nel capoluogo lombardo. La procura di Milano ha emesso quattro ordinanze – firmate dalla Gip Chiara Valori – di misura cautelare ai domiciliari per i reati di favoreggiamento, sfruttamento della e autoriciclaggio dei proventi. Gli indagati facevano parte di un “sodalizio criminale” attivo in diversi eventi.

Una rete di eseguiti questa mattina dal nucleo Polizia Economico Finanziaria (Pef) della Guardia di finanza, che include appunto gli organizzatori, ma anche le escort e gli addetti alle pubbliche relazioni. L’obiettivo era quello di reclutare delle tutte giovanissime, alcune appena diciottenni – che fossero “disponibili a partecipare agli eventi organizzati dal sodalizio e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate”.

Questo a favore di una clientela “particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre”. Dunque, imprenditori e appunto di serie A. È ciò che si legge nel comunicato che porta la firma del procuratore capo Marcello Viola e che conferma il sequestro di circa 1,2 milioni di euro. Gli eventi organizzati dalla società includevano l’inalazione di un esilarante, anche definito “ del palloncino”. Si tratta di una sostanza che provoca uno stato di alterazione, rendendo euforici, ma senza lasciare traccia nel sangue. Non viene quindi rilevata dagli eventuali controlli di routine ai quali i calciatori sono sottoposti.

Le indagini della Guardia di Finanza hanno emergere la sproporzionalità dei reddituali degli indagati rispetto a quelli dichiarati. La maggior parte degli introiti in eccesso, infatti, sono riconducibili proprio al business legato all’organizzazione degli eventi.

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