giovedì 13 Agosto 2026
Guerra in Iran, raid ph Instagram

Guerra in Iran: i raid di Israele sui depositi di petrolio irritano gli Usa

L'amministrazione Trump teme che gli attacchi mirati alle fonti di greggio possano creare una destabilizzazione troppo grave dei mercati

Di Laura Laurenzi
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Il conflitto in Iran è iniziato da appena 10 giorni, eppure Israele e Usa stanno affrontando già una prima crisi nei loro rapporti. La causa? I delle Forze di israeliane () contro le infrastrutture petrolifere, i bunker sotterranei e le basi di lancio dei missili dei Paesi del .

Secondo il sito Axios, l’amministrazione Trump teme che un aumento del del petrolio – oggi sopra i 100 dollari al barile – e sarebbe “sgomenta” per l’ultima ondata di raid di Israele. A riferirlo è una fonte anonima vicina agli ambienti della . Il pericolo che i mercati risentano eccessivamente di questo conflitto starebbe spingendo gli Usa a rallentare, almeno su questo tipo di attacchi.

Ieri, i raid contro i depositi di di Teheran sembrava aver aperto una fase due del conflitto, che presto però potrebbe essere fermata. Una posizione su cui Israele potrebbe non essere d’, come testimoniato dalle parole del capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, ai cittadini: “Ci vorrà una considerevole quantità di tempo, dovete tenervi pronti”.

Questi attacchi, infatti, hanno scatenato una reazione da parte dell’Iran. Ieri i droni di Teheran hanno colpito un impianto di desalinizzazione in Bahrein. Un obiettivo più che sensibile, in quanto i Paesi del Golfo non possiedono falde acquifere in grado di sopperire ai bisogni della popolazione. Proprio questi, quindi, potrebbero diventare i nuovi deboli di un’area del mondo ormai in fiamme.

Leggi anche: Il conflitto in Iran fa volare il petrolio a 120 dollari

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