In Italia si registrano ritardi nell’adeguamento dei prezzi dei carburanti alla pompa rispetto alle recenti disposizioni del Governo. A confermarlo è un comunicato diffuso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nella nota si legge che il Garante per la sorveglianza dei prezzi, su indicazione del ministro Adolfo Urso, sta trasmettendo alla Guardia di Finanza l’elenco degli impianti che non hanno ancora adeguato i prezzi al taglio delle accise disposto dall’esecutivo nei giorni scorsi.
Nel comunicato viene anche specificato che gli accertamenti delle autorità competenti saranno poi trasmessi dal Garante all’autorità giudiziaria, insieme a un rapporto di analisi, affinché possa procedere verso gli eventuali responsabili.
Il Codacons pronto ad agire per vie legali
Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, che ha formalmente richiesto al Garante per la sorveglianza dei prezzi la copia della documentazione fornita alla Guardia di Finanza. L’associazione intende così avviare tempestivamente le opportune azioni legali nell’interesse esclusivo degli automobilisti coinvolti.
“Il mancato ribasso dei prezzi, oltre a rappresentare una palese violazione dei decreti emanati dal governo, produce danni economici abnormi ai cittadini, in un periodo in cui aumentano i rifornimenti di carburante legati agli spostamenti estivi degli italiani”, ha infatti dichiarato il Codacons.
L’ultimo taglio delle accise del Governo Meloni
L’ultimo provvedimento sulla riduzione delle accise è stato deliberato lo scorso 27 luglio nel corso di un Consiglio dei ministri caratterizzato da forti tensioni politiche. Di fronte all’impossibilità di prevedere la fine delle ostilità in Medio Oriente, il Governo Meloni ha dovuto trovare le risorse necessarie a garantire un nuovo sgravio sui prezzi dei carburanti. Dopo il “no” di Lega e FI a un rialzo delle accise sul tabacco e i suoi derivati, l’esecutivo si è visto costretto a procedere con un taglio solo sul prezzo del diesel, lasciando invariate le aliquote sulla benzina.
La misura introduce uno sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio, che diverse stazioni di servizio sul territorio nazionale non hanno ancora applicato. Lo sconto appare come una misura insufficiente, incapace di far scendere il prezzo del carburante al di sotto dei due euro al litro.
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