lunedì 15 Giugno 2026

Iran, nazionale di calcio femminile rientrata da Coppa d’Asia: due giocatrici restano in Australia

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – E’ rientrata in Iran la maggior parte delle giocatrici della nazionale di calcio femminile, al di un caso nelle ultime settimane dopo che alcune di loro avevano chiesto asilo politico in Australia. Secondo l’Afp, il gruppo ha attraversato il valico di Gurbulak-Bazargan, al confine tra e Iran. Tra loro figurano quattro giocatrici – tra cui la capitana Zahra Ghanbari – e un membro dello staff che hanno ritirato la richiesta di asilo presentata in Australia e deciso di rientrare nella islamica, mentre proseguono gli aerei di Israele e Stati Uniti. 

Le calciatrici, con indosso la tuta della nazionale iraniana, sono arrivate al valico – distante circa 900 chilometri da Teheran – a bordo di un bus dopo essere atterrate all’aeroporto di Igdir, nella Turchia orientrale. Arrivate mercoledì scorso a Kuala Lumpur, in , provenienti dall’Australia dove avevano disputato la Coppa d’Asia, le calciatrici erano poi partite lunedì verso l’Oman, prima di prendere ieri un volo per Istanbul. 

Il presidente del iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha salutato in un post su “le giocatrici e le squadre tecniche” che “sono figlie della patria” e che “il popolo dell’Iran abbraccia”. Hanno “deluso i nemici” della Repubblica islamica, resistendo “agli inganni e alle intimidazioni degli elementi anti-Iran”, ha aggiunto.
 

Sette membri della delegazione femminile iraniana – sei giocatrici e un membro dello staff – avevano inizialmente chiesto asilo in Australia, dopo essere state definite “traditrici” nel loro Paese per aver rifiutato di cantare l’inno nazionale prima di una partita, nel pieno della guerra. Solo due giocatrici sono rimaste sul suolo australiano. 

Gruppi per la dei diritti umani hanno accusato le autorità iraniane di fare pressione sugli all’estero, minacciando i loro familiari o i loro beni in caso di defezione o alla Repubblica islamica. Le autorità iraniane hanno invece accusato l’Australia di aver fatto pressione sulle giocatrici affinché restassero. 

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