mercoledì 19 Agosto 2026
Amir Hatami ph wp

Iran, ricompensa di 30mila dollari per chi uccide o cattura militari Usa

Il capo dell’esercito iraniano Amir Hatami annuncia che la somma raddoppia a 60mila dollari se l’azione viene compiuta da una donna iraniana

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Una dichiarazione destinata ad alimentare ulteriormente la tensione tra Iran e Stati Uniti arriva direttamente dai vertici militari di Teheran. Il capo dell’esercito iraniano Amir Hatami ha annunciato una di 30mila dollari per chiunque riesca a uccidere oppure catturare un militare americano e consegnarlo alle autorità iraniane. La cifra, secondo quanto dichiarato dallo stesso generale, sale a 60mila dollari nel caso in cui l’azione venga compiuta da una donna iraniana.

La notizia ha rapidamente fatto il giro dei media internazionali perché introduce un elemento particolarmente grave all’interno di un confronto militare già caratterizzato da attacchi, minacce e fortissime tensioni diplomatiche. Hatami ha spiegato che l’iniziativa nasce dopo quello che ha definito un elevato numero di richieste da parte di persone interessate a partecipare alle operazioni contro il personale militare statunitense. Il generale ha quindi presentato la ricompensa come una risposta alle richieste arrivate all’esercito iraniano.

La ricompensa annunciata da Teheran

Secondo la dichiarazione attribuita a Amir Hatami, chiunque uccida o catturi un militare americano e lo consegni all’esercito iraniano potrebbe ricevere l’equivalente di 30mila dollari, pari a circa 5 di toman. Il capo dell’esercito iraniano ha inoltre annunciato una particolare maggiorazione per le donne. “Le coraggiose donne iraniane che compiranno un’azione simile riceveranno il doppio della ricompensa”, ha dichiarato Hatami.

La cifra raggiungerebbe quindi 60mila dollari nel caso previsto dalla dichiarazione. L’annuncio non indica però un luogo preciso nel quale dovrebbe avvenire la cattura o l’uccisione dei militari americani, né stabilisce modalità operative attraverso le quali una persona potrebbe materialmente ottenere il pagamento. Questo elemento assume particolare rilievo perché, secondo le informazioni disponibili, non esiste una presenza terrestre statunitense su larga scala all’interno del territorio iraniano.

La stessa dichiarazione di Hatami aggiunge un ulteriore dettaglio destinato a suscitare attenzione. Il generale ha infatti parlato della possibilità di conservare in un museo l’arma utilizzata per uccidere un militare americano. Anche questo progetto, tuttavia, rientra nelle dichiarazioni del militare iraniano e non corrisponde a un’operazione già documentata sul campo.

Una dichiarazione nel pieno della tra Iran e Stati Uniti

L’annuncio arriva in una fase estremamente delicata per i rapporti tra Teheran e Washington. Il confronto militare ha provocato vittime tra il personale statunitense e ha aumentato il rischio di nuovi attacchi contro le forze americane presenti in Medio Oriente. Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, 18 militari statunitensi hanno perso la dall’inizio del conflitto, mentre decine di migliaia di soldati americani rimangono dislocati nella regione.

La situazione assume una particolare rilevanza anche per la posizione strategica delle forze statunitensi. Gli Stati Uniti mantengono infatti importanti basi e strutture militari in diversi Paesi del Medio Oriente. Questo significa che l’annuncio iraniano non riguarda necessariamente un’azione da compiere dentro i dell’Iran, ma potrebbe inserirsi nel più ampio confronto regionale che coinvolge installazioni, navi e personale militare americano.

Proprio per questo motivo, la dichiarazione di Amir Hatami arriva in un momento nel quale ogni minaccia rivolta contro i militari statunitensi può aumentare il livello di allerta. L’Iran chiede da tempo il ritiro delle forze americane dalla regione e ha contestato in particolare la presenza statunitense nel Persico, nel Golfo di Oman e nello Stretto di Hormuz, una delle principali vie marittime mondiali per il trasporto di energia.

Lo Stretto di Hormuz resta uno dei più delicati

La questione della presenza militare americana si intreccia con quella dello Stretto di Hormuz. Il passaggio marittimo rappresenta un punto strategico fondamentale per il commercio internazionale e per il trasporto di petrolio. Le tensioni tra Iran e Stati Uniti hanno quindi che vanno oltre il semplice confronto militare tra i due Paesi, perché qualsiasi escalation nell’area può creare ripercussioni anche sui traffici commerciali e sui mercati energetici internazionali.

Teheran ha ribadito la richiesta di un ritiro delle forze americane dalla regione, mentre Washington continua a considerare la propria presenza militare un elemento fondamentale per la sicurezza dei propri interessi e dei propri alleati. Nel frattempo, le diplomatiche non hanno prodotto una soluzione definitiva e il confronto resta caratterizzato da dichiarazioni sempre più dure.

Non una ricompensa americana, ma un’offerta iraniana

La notizia richiede anche una precisazione importante per evitare una delle possibili interpretazioni errate circolate nelle prime ore. Non sono gli Stati Uniti a pagare una somma per ogni militare americano ucciso e non esiste un programma americano che preveda un compenso di questo tipo. La ricompensa riguarda invece una iniziativa annunciata dalle autorità militari iraniane contro il personale statunitense.

Il punto centrale della dichiarazione di Amir Hatami riguarda dunque una ricompensa economica destinata a chi uccide o cattura un militare americano. L’importo indicato ammonta a 30mila dollari, mentre la cifra sale a 60mila dollari per una donna iraniana che compia l’azione. Al momento non risultano dettagli pubblici sufficienti per stabilire come l’esercito iraniano intenderebbe verificare le eventuali richieste di pagamento o attraverso quali procedure dovrebbe avvenire la consegna della ricompensa.

L’annuncio rappresenta comunque un ulteriore segnale della durezza raggiunta dallo scontro tra Iran e Stati Uniti. In un contesto nel quale i due Paesi continuano a scambiarsi accuse e minacce, una dichiarazione che mette esplicitamente una taglia sui militari dell’altra parte aumenta inevitabilmente il rischio di nuovi episodi di violenza. La cifra di 30mila dollari, e il suo raddoppio previsto per le donne, è diventata così uno degli elementi più controversi delle ultime ore della crisi mediorientale.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata