giovedì 13 Agosto 2026

Iran, tenore della Scala: “Speriamo in liberazione, come nel Nabucco di Verdi”

Di La Sintesi Online
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Se il coro del quarto atto del Macbeth di Giuseppe Verdi ‘Patria oppressa’ poteva raccontare la crudeltà del regime degli Ayatollah, oggi è il ‘Va pensiero’ del Nabucco a dare voce alle speranze di libertà di chi sta vivendo a migliaia di chilometri dalla patria l’intervento di e Israele in Iran, con l’uccisione di Khamenei e l’azzeramento dei vertici . “Per la maggior parte degli sono state belle notizie”, dice all’Adnkronos Ramtin Ghazavi, tenore iraniano in organico nel Coro della Scala, promotore a gennaio di un concerto nella Chiesa del Carmine di Milano per sensibilizzare sulla brutale repressione dei manifestanti a Teheran e in tutto il Paese. 

‘Patria oppressa’ “calzava perfettamente in quel momento”, ma un mese e mezzo più tardi la musica è cambiata. E’ il ‘Va pensiero’ di Verdi, inno del Risorgimento , il brano capace anche oggi – dice il tenore scaligero – di “rappresentare il nostro sentimento”, fatto di , nostalgia, ma anche ottimismo per il futuro. “C’è tanta speranza per la liberazione. Per come stanno procedendo le cose, sembra che sia tutto ben organizzato da parte di Stati Uniti e Israele: stanno prendendo di mira gli edifici delle forze di repressione, stanno neutralizzando pian tutti i luoghi di raduno e organizzazione, per permettere alle persone di uscire in strada a manifestare per i loro diritti e per la liberazione del Paese, senza paura di venire uccisi”, dice Ghazavi. 

Se la speranza è che in patria le persone possano manifestare liberamente, l’invito per gli italiani è di “non organizzare contro l’intervento militare” in Iran. “Se non sapete cosa sta succedendo – raccomanda – piuttosto state zitti. Evitate le figuracce che già abbiamo visto dopo l’ di , con gente di sinistra per strada in sua difesa. Adesso sono dispiaciuti per gli Ayatollah o per Khamenei ucciso? Vogliono fare una manifestazione per i diritti di un dittatore?”, si domanda sarcastico il tenore, osservando che “basta che ci siano di mezzo Israele o gli Stati Uniti, per trascurare la realtà dei fatti e andare avanti a occhi chiusi con le loro idee. Questa è ignoranza cieca”, denuncia.  

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