Dopo aver ascoltato l’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani e, a seguire, la relazione del ministro della Difesa Guido Crosetto, la Sala Convegni del Senato si è trasformata in un terreno di scontro politico. Crosetto, nella sua comunicazione, ha richiamato l’attenzione su uno dei nodi strategici più delicati dello scenario internazionale: “Dallo stretto di Hormuz passa il 20% del petrolio mondiale pari a 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del commercio globale del gnl. Si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale. Già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi e una contrazione dei premi assicurativi e un aumento significativo sui costi dei trasporti fino al 30-40%”.
Parole che delineano uno scenario di forte preoccupazione per gli equilibri economici globali e per le possibili ricadute sui mercati energetici. Ma le spiegazioni dei ministri non hanno convinto le opposizioni, che hanno attaccato duramente l’esecutivo.
La critica di Schlein
La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha incalzato il governo chiedendo chiarezza sulla linea politica: “Qual è la vostra strategia, la vostra posizione suona come un ‘noi stiamo a vedere che succede’. Ecco, vi chiedo di non affezionarvi al ruolo di meri osservatori. E chiedo anche il perché la premier Meloni non abbia detto ancora una parola su quello sta accadendo”.
L’affondo di Conte
Ancora più duro il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che è tornato sulla vicenda che ha coinvolto il ministro della Difesa: “Non possiamo non accennare a quel che è successo al ministro Crosetto, non è un fatto personale. Lei si è ritrovato lì, ha dichiarato, per impegni familiari nelle Emirati Arabi a Dubai con un viaggio privato. Poi invece è stato chiarito che c’era un incontro istituzionale col suo omologo emiratino. Poi ancora che era andato lì perché non c’erano rischi. Oggi ha dichiarato invece che è andato lì perché ha capito che c’erano rischi e voleva mettere in salvo la sua famiglia. Mi chiedo allora: degli altri italiani che ne è?”. Parole che, secondo Conte, spiegano le ragioni “per cui non possiamo sentirci tutelati da questo governo”, aggiungendo un ulteriore elemento di tensione nel confronto parlamentare.
Anche Nicola Fratoianni ha preso la parola, puntando l’attenzione sul profilo giuridico e politico della crisi internazionale: “Voi siete analisti né opinionisti, dovete dirci cosa pensate su questa violazione del diritto internazionale”. Il dibattito resta aperto, con un’opposizione che chiede una posizione più netta e un governo chiamato a definire con maggiore chiarezza la propria strategia in uno scenario internazionale sempre più instabile
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