domenica 7 Giugno 2026

La destra blocca ancora una volta la legge sul fine vita

La proposta che porta la firma del senatore Pd Bazoli arriva a Palazzo Madama, ma la maggioranza punta a inviarla di nuovo in commissione per ulteriori modifiche

Da Redazione
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La proposta di legge sul fine vita, che porta la firma del senatore Pd Alfredo Bazoli, è arrivata oggi 3 giugno in Aula a Palazzo Madama ed è stata prontamente stoppata.

L’Aula del Senato ha approvato la questione sospensiva presentata da FdI sul ddl del senatore dem con 88 voti favorevoli e 59 contrari. Dopo lo stop dell’emiciclo alla proposta del Pd, condivisa dalle altre opposizioni, il testo torna dunque nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità di Palazzo Madama dove è in esame il testo di maggioranza sullo stesso argomento e dove sono attesi emendamenti per modificarlo.

La maggioranza non è stata neppure disposta a proporre degli emendamenti di modifica del testo. Se la Lega si è mostrata più laica, Fratelli d’Italia proprio non intendere chiudere un occhio. Ma il partito guidato a Giorgia Meloni è irremovibile anche sulla proposta di Forza Italia, che porta la firma del senatore Pierantonio Zanettin, di coinvolgere il Servizio sanitario nazionale. La risposta è secca: assolutamente no.

In alternativa la pratica potrebbe essere affidata al medico di base, anche quello operante in un ospedale pubblico. Ma gli esponenti di FdI non sono convinti neppure su questo e quindi hanno chiesto se esista un macchinario che possa somministrare autonomamente il farmaco necessario per il fine vita. D’altro canto, il fronte progressista teme che si tratti di un espediente affinché la proposta, ferma da un anno in commissione, non faccia in tempo a vedere la luce. Questo, per il limite di tempo previsto dalle direttive parlamentari.

La proposta sul fine vita rimane attanagliata dalle ambiguità. Non solo sull’improvvisa necessità del Governo Meloni di proporre alternative e modifiche al testo, ma anche sul fatto che mancano ancora i pareri del ministero della Sanità, alla guida di Orazio Schillaci, mai trasmessi alla maggioranza. Senza i quali non si può procedere con l’approvazione.

La Corte costituzionale si era già espressa sette anni fa sul fine vita, eppure poco è cambiato sul piano legislativo.

Leggi anche: Il governo Meloni pensa allo stop al taglio delle accise: l’ipotesi di un voucher per le famiglie in difficoltà

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