La Fondazione Teatro La Fenice ha interrotto tutte le collaborazioni, presenti e future, con la direttrice Beatrice Venezi. Una scelta che segue l’intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nación, nella quale sostiene che la grande orchestra veneziana favorisca il passaggio di ruolo di padre in figlio, tanto da rendere inusuale che la scelta di guidare il complesso musicale sia ricaduta su di lei. Non solo, rivendica di essere una giovane donna, inserita in un clima professionale che sarebbe avverso al cambiamento.
E così il sovraintendente del teatro, Nicola Colabianchi, è intervenuto nel merito delle affermazioni di Venezi, sottolineandone l’incompatibilità con i principi della Fondazione e difendendo il valore artistico dell’orchestra. Le risposte di Venezi alle curiosità del giornalista, chiarisce, sono ritenute gravi e lesive nei confronti dei professionisti.
Solidarietà bipartisan per La Fenice
Sulla figura di Beatrice Venezi si è molto dibattuto. Ora però tutte le parti politiche si vedono d’accordo con Colabianchi, tanto che lo stesso ministro della Cultura Alessandro Giuli ha ribadito la sua piena fiducia nei confronti del sovraintendente de La Fenice. Evidenziando, però, che si tratta di una decisione “assunta in autonomia e indipendenza”. Si auspica, infine, che questo possa evitare il rischio di strumentalizzazioni, equivoci e tensioni di ogni genere e grado.
Nel frattempo, è arrivata la reazione dell’opposizione. Il senatore Andrea Martella (Pd) ha sottolineato quanto la vicenda legata alla direttrice d’orchestra Beatrice Venezi “sia nata male e proseguita peggio”. Ha quindi difeso la posizione di Colabianchi, invitando a tutelare – anche in futuro – “le grandi professionalità di un’orchestra amata in tutto il mondo”, così da restituire a La Fenice il “rango internazionale” che merita. Questo, senza “operazioni arroganti e amichettistiche” della destra.
Dello stesso avviso è il capogruppo del M5s in Senato, Luca Pirondini. Quest’ultimo ha dichiarato: “Ci voleva un’intervista in Argentina per fare capire al sovrintendente della Fenice Colabianchi che era necessario chiudere il rapporto con il Maestro Venezi”. Evidenzia inoltre l’inadeguatezza delle esternazioni riportate nell’articolo, ritenute incompatibili “con il ruolo che avrebbe dovuto ricoprire”.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
