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martedì 28 Aprile, 2026
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Meloni e Venezi

“Meloni ha colto la prima occasione per mollare Venezi”

Per Le Figaro la premier avrebbe voluto far eleggere la direttrice d'orchestra in Parlamento ma non ha avuto scelta dopo la sconfitta al referendum

Da Maria Vittoria Ciocci
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La premier Giorgia Meloni “ha colto la prima occasione per mollare” la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. Dopo mesi di tumulti, riflette il quotidiano conservatore Le Figaro, è bastato “un breve commento critico” per convincere il sovrintendente del Teatro La Fenice a licenziare la Maestra. E se in passato la leader di Fratelli d’Italia ha sempre difeso a spada tratta “l’amica”, questa volta si è limitata a sottolineare che la decisione è stata presa in totale “autonomia”.

Una posizione che non convince neppure lo stesso Le Figaro, tanto che il quotidiano francese avalla tra le righe il retroscena del Corriere della Sera: tutto è avvenuto “con l’appoggio della presidente del Consiglio”. Questo perché, alla luce della schiacciante sconfitta alle urne dello scorso 23 marzo, Giorgia Meloni non ha potuto fare altro che liberarsi di tutte le personalità ritenute dall’opinione pubblica “controverse”.

Peraltro, il 24 e il 25 maggio a Venezia si terranno le elezioni comunali. Il capoluogo veneto è ora in mano al centrodestra e Giorgia Meloni non può permettersi un’altra debacle. Beatrice Venezi, poi, non è una semplice musicante. È la figlia di un dirigente del movimento neofascista Forza Nuova. E oltre a nominarla in passato consigliera del ministero della Cultura – chiarisce il quotidiano francese –, il desiderio della premier sarebbe stato quello di farla eleggere in Parlamento.

Ma la vittoria del No al referendum sulla Riforma della Giustizia ha cambiato tutto. Per questo, dopo aver fatto rotolare le teste di Giusi Bartolozzi, Andrea Delmastro delle Vedove e Daniela Santanché, è toccato anche alla Maestra de La Fenice.

La reazione di Beatrice Venezi

La direttrice d’orchestra non ha preso bene la decisione del sovrintendente del Teatro, Nicola Colabianchi. Venezi ha spiegato di aver scoperto del licenziamento dall’agenzia Ansa e di aver ricevuto la lettera formale solo successivamente. Sostiene, inoltre, di non aver detto nulla di offensivo nella sua intervista al quotidiano argentino La Nación e che le sue parole sono state travisate. 

Mentre Colabianchi, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, ha spiegato che le motivazioni dietro la sua decisione sono da attribuire al fatto che Venezi “non mostrava fiducia e stima nel personale dell’istituzione” e che, in verità, l’ha incontrata di persona una sola volta in sette mesi – la direttrice è stata nominata nel mese di settembre 2025 –, insieme al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Ha poi confermato di non aver coinvolto il ministro della Cultura Alessandro Giuli nel suo allontanamento.

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