La Procura di Pavia e e i carabinieri del nucleo investigativo di Milano riscrivono completamente la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi, diciannove anni dopo il delitto. Al centro della nuova tesi investigativa c’è Andrea Sempio, l’unico indagato dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi. Secondo i magistrati, il 13 agosto 2007 ci fu una lite brutale terminata in un massacro violentissimo dovuto a ” motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.
La nuova dinamica
Tutto sarebbe partito da una “iniziale colluttazione”, durante la quale Andrea Sempio avrebbe colpito Chiara Poggi ripetutamente al volto e alla testa con un corpo contundente mai ritrovato. Mentre la giovane tentava disperatamente di reagire proteggendosi, l’aggressore l’avrebbe trascinata verso la porta della cantina, colpendola ancora con estrema violenza per farle perdere i sensi. Chiara Poggi sarebbe stata poi fatta scivolare lungo le scale della cantina dove, ormai incosciente, sarebbe stata raggiunta da altri 4-5 colpi fatali alla nuca.
L’aggravante della crudeltà
In totale sono almeno 12 le lesioni riscontrate sul cranio e sul volto della vittima. Numeri che hanno spinto i pubblici ministeri a contestare ad Andrea Sempio non solo l’omicidio volontario., ma anche l’aggravante della crudeltà e quella dei futili motivi. Il movente, secondo gli inquirenti, sarebbe infatti da ricercare nel rifiuto di Chiara al tentato approccio sessuale del giovane.
Il prossimo 6 maggio Andrea Sempio dovrà comparire davanti ai magistrati per l’interrogatorio. La conferma di questa ricostruzione aprirebbe un capitolo clamoroso per la giustizia italiana, mettendo in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi e restituendo una nuova verità a uno dei gialli più discussi.
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