Non è passato nemmeno un mese dalla chiusura delle urne delle elezioni comunali del 2026, eppure c‘è qualche sindaco che ha già preso atto dei suoi poteri e deliberato i primi atti. Un caso particolare riguarda la città di Enna, il più piccolo capoluogo della Sicilia, dove il sindaco Vladimiro Crisafulli, candidato dal centrosinistra, ha deciso di esordire come primo cittadino alzando il suo stipendio, quello del vicesindaco, del presidente del Consiglio comunale e degli otto assessori che lo compongono.
Gli aumenti per la Giunta comunale di Enna
Una spesa non da poco che ammonta in totale a 708mila euro, che rischiano di pesare sul bilancio di una cittadina che conta appena 24.880 abitanti. Nello specifico, il primo cittadino percepirà 9.660 uro al mese, il vice sindaco 5.313 e il presidente del Consiglio comunale 5.796. Gli otto assessori, invece, saranno pagati 3.477 euro. Contattato da Il Fatto Quotidiano, Crisafulli ha preferito non commentare la vicenda. Sui quotidiani locali, invece, il primo cittadino ha voluto chiarire che gli aumenti non saranno pagati con i fondi del Comune, ma saranno a carico della Sicilia, in quanto Regione a statuto speciale.
Crisafulli: “Polemiche strumentali”
In più, l’adeguamento dal punto di vista del primo cittadino sarebbe minimo. “La media generale di aumento delle indennità per tutti oscilla tra i 350 e i 400 euro mensili”, ha spiegato Crisafulli a ViviEnna, cercando di spegnere la polemica. Inoltre, il sindaco ha definito le critiche nei suoi confronti “strumentali”, in quanto gli adeguamenti degli stipendi sarebbero la semplice applicazione di “una specifica disposizione legislativa della Regione siciliana, adottata nei Comuni dell’Isola interessati dalla medesima normativa”. Il riferimento è alla legge regionale del 2022, che ha assorbito la norma nazionale sulla rideterminazione delle indennità degli amministratori locali, e per cui la Regione ha stanziato 6 milioni l’anno per il triennio 2025-2027.
Le critiche al sindaco di Enna
Eppure, c’è chi ricorda come Crisafulli si sia presentato in campagna elettorale come “il primo sindaco comunista” di Enna, oltre ad aver adottato come slogan “per amore di questa città”. L’opposizione in Consiglio comunale ha sostenuto che questo adeguamento sarebbe “una cosa poco di sinistra” e soprattutto non finalizzata a sostenere le famiglie e a rilanciare il territorio. Inoltre, a far storcere il naso è il fatto che lo stipendio più alto spetti a un sindaco che già incassa oltre 5mila euro mensili dalla Regione siciliana per essere stato deputato, assessore e vicepresidente, oltre all’introito a lui spettante per le attività di parlamentare dal 2006 al 2013.
Queste critiche potrebbero aver avuto l’effetto sperato. Pochi giorni dopo lo scoppio della polemica, Crisafulli ha nominato la sua capo di gabinetto, specificando però che si tratta di un “incarico esterno e a titolo gratuito”.
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