Roberto Vannacci non è l’unico ad aver visto in un nuovo partito la possibilità di dare una svolta alla politica italiana. A Roma, il 12 giugno, si è svolta al Palazzo dei Congressi la prima Assemblea Nazionale di Progetto Civico Italia, la rete costruita dall’assessore di Roma Capitale, Alessandro Onorato, e annunciata ormai otto mesi fa.
L’assemblea è durata tutta la giornata e vi hanno preso parte tutti i leader del centrosinistra: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Enzo Maraio e Riccardo Magi. Presenti anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi. Un segno della volontà di stare insieme e di tentare un percorso unitario verso le prossime elezioni.
Le origini di Progetto Civico
Progetto Civico è stato sostenuto con forza dal democratico Goffredo Bettini e dal leader pentastellato già otto mesi fa, quando fu annunciato con l’obiettivo di offrire uno spazio a chi non si riconosce più nel Pd di Schlein. Oggi il centrosinistra guarda con attenzione alla nuova forza politica che conta già 685 amministratori e 400 comitati civici. Il suo ideatore la descrive come “una ventata di freschezza” che vuole “aggiungere” elementi alla coalizione di centrosinistra senza portare alcuna divisione.
“Il nostro campo politico è chiaro: è quello dei progressisti”, ha sostenuto Onorato. Una scelta decisa che risponde anche all’iniziativa di Picierno, oggi definita rischiosa in quanto il terzo polo rischia di dimostrarsi ininfluente al voto. “Io non conosco un sindaco moderato, un consigliere comunale moderato, un assessore moderato”, ha spiegato l’assessore, chiarendo di preferire invece la definizione di “innovatore”.
Onorato ha le idee chiare e conferma che nel caso in cui vi dovessero essere le primarie nella coalizione progressista, allora Progetto Civico parteciperà. L’assessore della Capitale conferma i 10mila iscritti e si rivolge alle migliaia di persone presenti all’assemblea, ricordando le critiche ricevute in questi mesi di lavoro: “Questa è la risposta a chi diceva che non saremmo riusciti a costruire un movimento nazionale dal basso”. Un progetto che si propone di creare una nuova classe dirigente stabile, organizzata, civica e riformista, rimanendo al fianco del campo largo ma comunque autonoma.
Schlein: “Dobbiamo allargare il campo progressista”
Il centrosinistra si è unito intorno a Progetto Civico. Grandi assenti il leader di Iv, Matteo Renzi, e quello di Azione, Carlo Calenda. Schlein era seduta in platea e ha ascoltato con attenzione gli appelli di Onorato, anche quelli contro la Patrimoniale e alla creazione di un patto tra le forze del campo progressista. La segretaria dem dà il suo benestare all’iniziativa e ricorda che “l’alternativa non va costruita contro gli avversari ma anche su ciò che dobbiamo fare per il nostro Paese”. Schlein ha ricordato le difficoltà nella formazione di una coalizione stabile e ha invitato anche gli assenti ad avviare un dialogo per “allargare il campo progressista”.
Conte e il botta e risposta con Meloni
Giuseppe Conte ha invece ricordato come oggi “la democrazia sia a un bivio” e si rischi “una torsione illiberale” con la possibile proposta del Premierato da parte del centrodestra. Un intervento che arriva a poche ore dallo scontro con Meloni, la quale ha accusato il presidente del M5S di “mistificare la realtà” attraverso video pubblicati sui social. Un’accusa a cui il pentastellato ha risposto invitando la Presidente del Consiglio a smettere di usare diversivi per non rispondere alle critiche.
Il presidente del M5S ha ricordato che nessuno nel campo progressista deve avere “mire egemoniche”, per poi lanciare la sfida di riunire il campo largo dopo l’estate per mettere in piedi un progetto condiviso.
Leggi anche: Meloni-Conte, botta e risposta sui social. Il caso del video dell’intervento in Aula
Seguite La Sintesi sui nostri social!


