Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riceverà alla Casa Bianca il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Il capo del Governo di Tel Aviv è giunto a Washington nella notte tra il 17 e il 18 luglio per partecipare ai funerali dell’ex senatore repubblicano Lindsey Graham. Il colloquio tra i due leader si terrà alle 17 (ora italiana) all’interno dello Studio Ovale e si concentrerà principalmente sugli sviluppi del conflitto in corso in Iran.
Si tratta dell’ottavo summit tra i due leader. L’appuntamento giunge a cinque mesi di distanza dall’ultimo bilaterale. Il conflitto in Iran ha raffreddato i rapporti tra i due capi di Stato. Come evidenziato dal Times of Israel, la frequenza dei loro incontri è drasticamente ridotta rispetto al passato. Le divergenze riguardano soprattutto le modalità di risoluzione del conflitto: il governo israeliano ha infatti espresso forti critiche verso la recente tregua promossa dagli Stati Uniti giudicandola prematura.
Le pressioni interne su Trump
La decisione del presidente Trump di avviare questo confronto risente delle imminenti elezioni di metà mandato previste per il prossimo novembre. Un sondaggio Ipsos-Reuters mostra che il gradimento di Trump tra gli elettori statunitensi ha raggiunto il 37%, tre punti in più rispetto al mese scorso. Tuttavia, solo un cittadino su tre è d’accordo con la guerra che gli Stati Uniti stanno conducendo ormai da soli contro l’Iran. Nonostante Israele sia considerato il principale fautore del coinvolgimento statunitense nel conflitto, Tel Aviv ha sospeso i bombardamenti contro l’Iran per concentrare le proprie forze militari sul fronte libanese.
Gli Stati Uniti proseguono le operazioni belliche nella consapevolezza dell’assenza di un’intesa sul nucleare iraniano. In questo scenario, l’incontro odierno offrirà a Netanyahu l’opportunità di presentare al tycoon una serie di rapporti di intelligence relativi al monte Kulang, area situata nei pressi dell’impianto nucleare iraniano di Natanz. Inoltre, il primo ministro dovrebbe presentare anche nuovi elementi raccolti dai servizi israeliani sui programmi nucleari e missilistici dell’Iran. Secondo il New York Post, le informazioni riguarderebbero anche lo sviluppo delle capacità militari dell’Iran.
Netanyahu si prepara alle elezioni
Anche il primo ministro israeliano ha interessi elettorali. In autunno Israele tornerà alle urne e i sondaggi mostrano che Netanyahu continua a perdere consensi. Secondo il Times of Israel è improbabile che il premier riesca a convincere Trump a proseguire a oltranza la guerra. La strategia da adottare, quindi, dovrebbe essere quella di raggiungere un’intesa “sugli interessi di sicurezza di Israele, sulle linee rosse e sulle circostanze in cui il Paese dovrà agire contro le minacce, anche in modo indipendente”.
Il monito del tycoon: “Senza risultati riprenderemo a bombardare”
Attualmente il conflitto attraversa una fase di stallo, caratterizzata dalla sospensione dei bombardamenti da diversi giorni. Il presidente Usa ha respinto le indiscrezioni secondo cui il rallentamento dell’operazione sarebbe imputabile all’esaurimento dei missili Patriot. Ai giornalisti il tycoon ha dichiarato che la pausa diplomatica è stata espressamente richiesta dalla controparte. Trump si è poi detto convinto che una svolta nel conflitto potrebbe arrivare a breve. “E se non succede torneremo a fare quello che facevamo due giorni fa”, ha concluso.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





