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sabato 18 Aprile, 2026
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Le opposizioni unite contro la Santanchè: al via la mozione di sfiducia

Pd, M5S, Avs, Azione, Italia Viva e +Europa firmano il documento alla Camera: «La permanenza della Ministra pregiudica la credibilità delle istituzioni». Decisivo l'affondo di Giorgia Meloni.

Da Silvia Forconi
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Il fronte del “No” si sposta dalle urne alle aule parlamentari, trasformandosi in una coalizione contro il Governo. La prima mossa è stata depositare alla Camera una mozione di sfiducia unitaria nei confronti della Ministra del Turismo, Daniela Santanchè, che non ha ancora nessuna intenzione di dimettersi. Un documento che vede per la prima volta insieme le firme di Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (IV) e Riccardo Magi (+Europa). A inizio seduta a Palazzo Madama le opposizioni hanno chiesto di poter discutere al più presto la mozione di sfiducia.

A far precipitare gli eventi non sono state solo le inchieste giudiziarie, ma il corto circuito che si è creato all’interno della maggioranza. La mozione si basa infatti sulla dichiarazione rilasciata da Giorgia Meloni nel tardo pomeriggio di ieri, 24 marzo, con la quale la Premier ha chiesto pubblicamente un passo indietro della sua Ministra.

«Tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra», si legge nel testo della mozione. Le opposizioni sottolineano come la resistenza di Daniela Santanchè, di fronte a una “scomunica” così esplicita da parte del vertice dell’Esecutivo, rappresenti una «grave anomalia istituzionale» che danneggia l’immagine del Paese.

”Dimissioni subito”

Il documento richiama l’articolo 94 della Costituzione e l’articolo 115 del Regolamento della Camera, impegnando formalmente la senatrice Santanchè a rassegnare le proprie dimissioni. La tesi delle minoranze è che la Ministra non ha più la copertura politica necessaria per rappresentare il settore del turismo e il Governo stesso.

Dopo mesi di divisioni, il “campo largo” (e oltre) trova la sintesi sulla difesa del decoro istituzionale. Ora la palla passa all’Aula, ma il clima intorno a via Arenula e Palazzo Chigi si fa sempre più pesante. Con la sfiducia sul tavolo e il favore della Premier perduto, il fortino della Santanchè sembra destinato a cedere.

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