Il centrodestra si prepara alla presentazione in Aula alla Camera dello Stabilicum, prevista per martedì 14 luglio. Entro lunedì all’ora di pranzo, termine ultimo per la presentazione degli emendamenti, la maggioranza dovrà sciogliere il nodo delle preferenze e decidere se inserirle nel testo. Il pressing dei vannacciani sembra aver inciso sugli equilibri interni: se inizialmente la proposta era stata bocciata, ora anche Lega e Forza Italia – che in un primo momento si erano mostrate più scettiche – stanno valutando questa eventualità.
In particolare, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon (Lega) ha affermato: «Personalmente sono favorevole che l’elettore possa scegliere chi lo debba rappresentare». Più cauto invece il relatore del Carroccio per la riforma Igor Iezzi: «Il centrodestra sulla legge elettorale non è affatto diviso. Resta solo la differenza sulle preferenze, che secondo me non è fondamentale, ma c’è ancora questo weekend per confrontarsi».
Per Forza Italia interviene il segretario Antonio Tajani: «L’obiettivo della legge è la stabilità. Per quanto mi riguarda, poi, io sono sempre stato eletto con le preferenze, quindi non ho alcuna posizione contraria per principio. Di sicuro, il centrodestra ha sempre trovato un accordo e lo troverà anche in questa situazione». Sulla stessa linea anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulé (FI): «Non saranno certo le preferenze a determinare lo strappo del centrodestra», dice ai cronisti del Corriere della Sera.
Nel frattempo la premier Giorgia Meloni ha chiesto a ministri, sottosegretari e deputati di Fratelli d’Italia di raggiungere Roma entro martedì. È il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami (FdI) ad aver chiamato tutti i compagni di partito a raccolta nella Capitale. Il centrodestra deve muoversi compatto, ma soprattutto deve poter contare sul sostegno dei suoi esponenti. Soprattutto perché l’opposizione ha assicurato più volte di voler impedire l’approvazione dello Stabilicum, o Melonellum. Il voto, alle 14 in punto, sarà proprio sulle pregiudiziali di incostituzionalità avanzate dai parlamentari del campo largo.
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