martedì 3 Novembre 2026

L’Italia non conta più nulla: Meloni esclusa dal vertice di Bruxelles sul futuro dell’Ucraina

"Posso confermare che domani la Commissione europea ospiterà un incontro con rappresentanti dell'Ucraina, degli Stati Uniti, della Francia, della Germania, del Regno Unito, della Nato e della Banca mondiale". Le parole della portavoce dell'Ue certificano l'ennesima esclusione di Palazzo Chigi dai tavoli che contano. L'Italia nel 2026 non ha spedito nemmeno una partita di munizioni a Zelensky e il pacchetto da 4 miliardi giace fermo da giugno. Esplode la protesta di M5S e Pd: "Noi guardiamo, altri decidono"

Di Redazione
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A Bruxelles si riuniscono i vertici di Stati Uniti, , Banca Mondiale e i rappresentanti del formato E3 (Francia, Germania e Regno Unito) per tracciare la strada verso la pace. L’obiettivo dell’incontro è chiaro: “Discutere la strada per porre fine alla guerra in in modo giusto e sostenibile”, come spiegato dalla portavoce della Nato, Allison Hart.

L’incontro “farà seguito ai precedenti colloqui tenutisi a con l’Ucraina e gli Stati Uniti. In vista di una pace duratura e sostenibile in Ucraina, l’incontro di mercoledì si concentrerà sulla ricostruzione e la prosperità dell’Ucraina nel dopoguerra; da parte nostra, il livello di partecipazione sarà quello dei consiglieri per la sicurezza nazionale, ovvero funzionari di alto livello”, chiarisce la portavoce della Commissione europea. Che poi aggiunge: “Non sono a conoscenza di una visita del presidente a Bruxelles, almeno non per incontrare alcun rappresentante della Commissione. Non mi risulta che sia previsto un incontro del per questa settimana”.

Il motivo per cui il Meloni è tagliato fuori per l’ennesima volta è evidente: l’Italia nel 2026 non ha spedito nemmeno una partita di munizioni a Zelensky e il nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina da 4 miliardi, fermo da giugno, dovrebbe essere approvato solo nei prossimi giorni.

L’affondo di Giuseppe Conte: “Assenti dove si decide”

L’esclusione dell’Italia scatena la dura reazione delle opposizioni. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, attacca frontalmente la premier e l’esecutivo:

“Il governo è assente dai tavoli che contano dove si decide il futuro della guerra in Ucraina, ma è ben concentrato invece quando si tratta di programmare quattordici miliardi nel biennio per spese aggiuntive su armi e difesa. E intanto tagliano, completamente e molto dolorosamente, per quanto riguarda le pensioni, la scuola. La sanità pubblica boccheggia, ce lo dicono anche le regioni di centrodestra che così non si riducono le d’attesa, anche la popolazione, le famiglie, il ceto medio è completamente sopraffatto da rincari e tasse. Il governo che fa? con la legge di bilancio delle mancette elettorali e anche le targhe personalizzate. Ecco, così è l’Italia che loro vogliono e invece dobbiamo assolutamente cambiare registro e dobbiamo far crescere questo paese nel segno dell’equità, di uno sviluppo sostenibile e di uno sviluppo sociale”.

Il PD con Alessandro Alfieri: “Meloni e Tajani battano un colpo”

Per il Partito Democratico interviene il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo in commissione Esteri e Difesa a , che contesta la struttura stessa degli incontri internazionali:

“Il Formato E3 non è sufficiente e non è adeguato a rappresentare la composizione delle diverse posizioni europee rispetto alla questione ucraina. Serve un formato E5 con la partecipazione di Italia e Polonia. Il nostro governo non può stare ai margini delle iniziative diplomatiche europee finalizzate a porre fine al conflitto. È ora che Giorgia Meloni e Antonio Tajani battano un colpo”.

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