A Bruxelles si riuniscono i vertici di Stati Uniti, Nato, Banca Mondiale e i rappresentanti del formato E3 (Francia, Germania e Regno Unito) per tracciare la strada verso la pace. L’obiettivo dell’incontro è chiaro: “Discutere la strada per porre fine alla guerra in Ucraina in modo giusto e sostenibile”, come spiegato dalla portavoce della Nato, Allison Hart.
L’incontro “farà seguito ai precedenti colloqui tenutisi a Miami con l’Ucraina e gli Stati Uniti. In vista di una pace duratura e sostenibile in Ucraina, l’incontro di mercoledì si concentrerà sulla ricostruzione e la prosperità dell’Ucraina nel dopoguerra; da parte nostra, il livello di partecipazione sarà quello dei consiglieri per la sicurezza nazionale, ovvero funzionari di alto livello”, chiarisce la portavoce della Commissione europea. Che poi aggiunge: “Non sono a conoscenza di una visita del presidente Zelensky a Bruxelles, almeno non per incontrare alcun rappresentante della Commissione. Non mi risulta che sia previsto un incontro del genere per questa settimana”.
Il motivo per cui il governo Meloni è stato tagliato fuori per l’ennesima volta è evidente: l’Italia nel 2026 non ha spedito nemmeno una partita di munizioni a Zelensky e il nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina da 4 miliardi, fermo da giugno, dovrebbe essere approvato solo nei prossimi giorni.
L’affondo di Giuseppe Conte: “Assenti dove si decide”
L’esclusione dell’Italia scatena la dura reazione delle opposizioni. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, attacca frontalmente la premier e l’esecutivo:
“Il governo è assente dai tavoli che contano dove si decide il futuro della guerra in Ucraina, ma è ben concentrato invece quando si tratta di programmare quattordici miliardi nel biennio per spese aggiuntive su armi e difesa. E intanto tagliano, completamente e molto dolorosamente, per quanto riguarda le pensioni, la scuola. La sanità pubblica boccheggia, ce lo dicono anche le regioni di centrodestra che così non si riducono le liste d’attesa, anche la popolazione, le famiglie, il ceto medio è completamente sopraffatto da rincari e tasse. Il governo che fa? Programma con la legge di bilancio delle mancette elettorali e anche le targhe personalizzate. Ecco, così è l’Italia che loro vogliono e invece dobbiamo assolutamente cambiare registro e dobbiamo far crescere questo paese nel segno dell’equità, di uno sviluppo sostenibile e di uno sviluppo sociale”.
Il PD con Alessandro Alfieri: “Meloni e Tajani battano un colpo”
Per il Partito Democratico interviene il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo in commissione Esteri e Difesa a Palazzo Madama, che contesta la struttura stessa degli incontri internazionali:
“Il Formato E3 non è sufficiente e non è adeguato a rappresentare la composizione delle diverse posizioni europee rispetto alla questione ucraina. Serve un formato E5 con la partecipazione di Italia e Polonia. Il nostro governo non può stare ai margini delle iniziative diplomatiche europee finalizzate a porre fine al conflitto. È ora che Giorgia Meloni e Antonio Tajani battano un colpo”.

