“Giorgia Meloni ha annunciato la sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele. Ci voleva così tanto?”, ha commentato così la segretaria del Pd, Elly Schlein, la decisione del governo di bloccare l’intesa in vigore dal 2005 che regola la cooperazione militare e gli scambi tra Roma e Tel Aviv. La leader dem ha ricordato come l’opposizione abbia chiesto questa presa di posizione già dallo scoppio del conflitto a Gaza, “perché la dignità di questo Paese si misura anche sul rispetto del diritto internazionale”.
La decisione sarebbe arrivata, quindi, con un netto ritardo. In più non sarebbe affatto sufficiente. “Ora serve coerenza”, ha chiarito Schlein, spiegando che l’Italia deve anche smettere di fare ostruzionismo sulla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele. “Servono atti concreti per fermare i bombardamenti indiscriminati, l’occupazione illegale e lo smantellamento dello stato di diritto”, ha continuato.
Sulla stessa linea d’onda anche l’intervento del presidente del M5S, Giuseppe Conte, che ha chiesto a Meloni di chiarire quale sia il reale significato dello stop al memorandum. “Cosa prelude? A una sanzione economica e finanziaria, al riconoscimento dello Stato della Palestina?”, si è domandato, chiarendo che questa decisione può avere un reale impatto solamente se collegata a una chiara linea in politica estera. “Se pensano di aver risolto così tardivamente con quella dichiarazione, con questa iniziativa, evidentemente ha ancora più ambiguità, ancora più incertezza”.
Pd, M5S e Avs: “Meloni riferisca in Aula sul memorandum con Israele”
Il segretario di Sinistra Italia, Nicola Fratoianni, ha sostenuto che la sospensione non è altro che una “vittoria del movimento per la pace in Palestina, contro i genocidi e contro l’occupazione della Cisgiordania, contro le violazioni sistematiche del diritto internazionale e contro la guerra di Netanyahu, l’amico di Giorgia Meloni”. Il co-leader di Avs ha però specificato che ora è necessario procedere con le sanzioni nei confronti del governo israeliano e di chiedere esplicitamente lo stop dell’accordo di associazione Ue-Israele. “Insomma c’è bisogno che non si fermino”, ha concluso.
I tre principali partiti di opposizione – Pd, M5S e Avs – hanno chiesto che Meloni riferisca in Aula sulla sospensione, affinché chiarisca le conseguenze di questo posizionamento. “La sveglia referendaria sta facendo effetto, riteniamo che questa uscita di oggi sia collegata alla voglia di partecipazione di dire no alle politiche di questo governo”, hanno sostenuto.
“Giorgia Meloni si è finalmente accorta che nel Medio Oriente sta succedendo qualcosa”, ha invece criticato il segretario di +Europa, Riccardo Magi, sostenendo che dietro la scelta del governo non vi sia alcuno spirito umanitario. “Si tratta di pura convenienza elettorale”, ha spiegato chiarendo che lo stop può essere davvero efficace solo se seguito dalle sanzioni al governo di Israele e alla condanna dell’occupazione illegale di Gaza.
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