giovedì 10 Settembre 2026

Lorena Isceri era viva quando è stata gettata dal viadotto, l’esito dell’autopsia

Di La Sintesi Online
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era ancora viva quando l’ex fidanzato, Federico Vella, l’ha gettata dal viadotto dell’A1 dopo averla rapita e sequestrata nel bagagliaio della sua auto. E’quanto emergerebbe dai primi riscontri sul corpo della 45enne, oggi sottoposta all’esame autoptico. “Lo immaginavamo – commenta all’Adnkronos l’avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia della donna – perché alla fine della telefonata che riesce a fare Lorena e che dura 19 minuti, si sente quando Vella apre il bagagliaio per buttarla, si percepisce qualcosa e anche qualche lamento. Probabilmente non era nelle sue capacità strutturali, anche dal punto di vista psico-fisico eccellenti, perché aveva subito delle percosse, perché ha passato 20, 25 minuti in un bagagliaio piccolo. Piuttosto, la famiglia sperava forse che quando è caduta nel vuoto Lorena fosse almeno priva di conoscenza”. 

Nel frattempo, gli investigatori stanno ricostruendo le ore che hanno preceduto il delitto. Particolare attenzione è rivolta alla presenza di Vella nei pressi dell’abitazione di Lorena, in via Panciatichi, nei giorni precedenti. Secondo quanto emerso finora, l’uomo sarebbe stato notato da alcuni vicini mentre si aggirava nella zona, nonostante abitasse in un’altra parte della città. Un elemento che, insieme agli altri acquisiti dagli inquirenti, viene valutato nell’ambito dell’ipotesi di una possibile premeditazione. 

Secondo la degli investigatori, Vella avrebbe preparato le condizioni per poter raggiungere Lorena nel del condominio e allontanarsi successivamente con la propria auto. Tra gli elementi acquisiti dalla Squadra mobile c’è anche del nastro adesivo che sarebbe stato utilizzato sulla fotocellula del cancello. Gli investigatori stanno inoltre esaminando uno scontrino relativo a un acquisto effettuato dall’uomo nella mattinata del delitto e il materiale successivamente trovato nella vettura, tra cui fascette, un martello, forbici e un telo. Gli accertamenti dovranno stabilire se questi elementi siano collegati alla dell’agguato. 

La ricostruzione dell’aggressione è ora al centro degli accertamenti della Squadra mobile. Lorena sarebbe stata sorpresa nel parcheggio dello stabile, immobilizzata e successivamente trasportata nel bagagliaio dell’auto di Vella. L’uomo avrebbe quindi raggiunto l’autostrada e si sarebbe diretto verso Barberino di Mugello. Saranno soprattutto gli accertamenti medico-legali e le altre verifiche investigative a chiarire la successione precisa degli eventi e il momento in cui la donna è deceduta. 

Gli investigatori stanno passando al setaccio anche le comunicazioni intercorse tra Vella e Lorena dopo la fine della relazione, comprese quelle inviate dall’uomo ai familiari della 45enne. L’obiettivo è ricostruire il rapporto tra i due nelle settimane precedenti al delitto e verificare se nei messaggi emergano elementi utili a comprendere il comportamento dell’ex compagno e l’eventuale progressione delle condotte persecutorie. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Lorena aveva deciso di interrompere i contatti dopo una serie di atteggiamenti sempre più insistenti e preoccupanti. 

La famiglia della 45enne ha inoltre riferito agli investigatori di precedenti episodi di violenza. Il padre di Lorena, Franco Isceri, ha raccontato di maltrattamenti e di una minaccia con un coltello durante una discussione. Secondo i familiari, la donna aveva cercato di sostenere l’ex compagno nonostante le difficoltà della relazione, ma negli ultimi tempi aveva maturato la decisione di allontanarsi. Anche questi elementi sono ora oggetto di verifica nell’ambito dell’inchiesta. 

Intanto Firenze ha voluto stringersi attorno alla famiglia di Lorena. Ieri sera, in via Panciatichi, si sono radunate oltre mille persone per il presidio promosso dalla sindaca . In strada sono stati deposti fiori, candele e messaggi in ricordo della 45enne, mentre dalle finestre del palazzo in cui abitava sono stati calati drappi rossi. Alla hanno partecipato anche le sindache di Bergamo e Perugia, Elena Carnevali e Vittoria Ferdinandi, oltre a rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni impegnate contro la violenza sulle donne. 

Il momento più commosso della serata è stato quando la madre di Lorena è scesa dall’abitazione della figlia e si è fermata per alcuni minuti davanti alla folla. Ha salutato la sindaca Funaro e ringraziato le persone presenti per la vicinanza alla famiglia. Un lungo applauso ha accompagnato il suo rientro in casa. Tra i presenti anche i familiari di Michela Noli, uccisa a Firenze nel 2016 dall’ex marito. 

La sindaca Funaro ha ribadito la necessità di contrastare il rischio di una «normalizzazione» della violenza contro le donne e ha richiamato l’importanza delle politiche di prevenzione e dell’educazione al . «Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie», ha sottolineato. L’appello si inserisce nel di dolore e indignazione che ha accompagnato il presidio, promosso anche come momento di vicinanza alla famiglia della vittima. 

Anche Squinzano, il paese del Salento dove Lorena era nata, si prepara a ricordarla. Il sindaco Mario Pede ha annunciato l’organizzazione di una fiaccolata e l’avvio di iniziative nelle dedicate al rispetto delle donne e alla prevenzione della violenza. I funerali della 45enne saranno celebrati a Squinzano al termine degli accertamenti medico-legali. 

cronaca

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