Sono stati fermati e posti all’obbligo di permanenza in casa i tre minorenni accusati dell’aggressione omofoba ai danni di un ragazzo di 25 anni, avvenuta lo scorso 14 settembre nel centro di Roma. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della stazione di Piazza Farnese su ordinanza del gip del Tribunale per i Minorenni, emessa il 20 febbraio.
I tre, tutti diciassettenni, erano già stati identificati e denunciati al termine di un’indagine articolata. Decisivo l’incrocio tra immagini delle telecamere di zona, accertamenti sui pagamenti effettuati dal gruppo, analisi dei social network, testimonianze e individuazioni fotografiche.
Secondo la ricostruzione, la vittima stava rincasando da sola quando è stata accerchiata in Corso Vittorio Emanuele II. Uno dei ragazzi gli ha strappato e spezzato un ventaglio che teneva in mano, poi gli ha sputato in viso. Subito dopo sono partiti pugni al volto, alle costole e alla nuca. Anche quando il giovane è caduto a terra sanguinante, il gruppo avrebbe continuato a colpirlo e a insultarlo con frasi legate al suo orientamento.
Il venticinquenne ha riportato un trauma cranico facciale, la frattura delle ossa nasali e contusioni costali, con una prognosi iniziale di venti giorni. A dicembre è stato accertato anche un disturbo post traumatico da stress, con altri trenta giorni di cure.
Nell’ordinanza il giudice parla di condotte segnate da “mera sopraffazione e umiliazione”, evidenziando profili di pericolosità e una personalità con tratti di omofobia, anche alla luce di precedenti carichi pendenti. La Procura aveva chiesto il collocamento in comunità, ma il gip ha scelto la permanenza in casa. In caso di violazioni o allontanamenti, potrà essere disposta una misura più afflittiva.
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