Nella notte tra l’1 e il 2 giugno la Russia ha lanciato un massiccio attacco contro Kiev. L’aeronautica ucraina ha intercettato 656 droni di attacco e 73 missili di vario tipo, tra cui balistici, da crociera e antinave. Il bilancio è catastrofico: le autorità locali hanno conteggiato per ora 17 morti e oltre 100 feriti. Si continua comunque a scavare tra le macerie degli edifici colpiti, per cui è possibile che questi numeri siano destinati a crescere. I vigili del fuoco sono ancora impegnati a spegnere gli incendi in sei diverse zone della capitale.
Tra le città più colpite dai raid c’è la capitale. A Kiev si contano 6 vittime dei bombardamenti russi e 65 feriti. A Dnipro, dove è stato colpito un palazzo di tre piani, sono stati recuperati i corpi di una donna e di un bambino di 8 anni dalle macerie. “L’attacco principale è stato quello su Kiev, dove decine di edifici residenziali e altre infrastrutture civili sono stati nuovamente danneggiati”, ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sui suoi canali social. Il leader ucraino ha riferito che i raid si sono concentrati anche sul settore energetico nella regione di Kharkiv e le regioni di Mykolaiv, Zaporizhia, Poltava, Sumy, Chernihiv e Khmelnytskyi.
Zelensky a Trump: “All’Ucraina servono i Patriot per la difesa”
A seguito di questa offensiva, tra le più brutali dall’inizio della guerra, Zelensky ha rinnovato l’appello agli Stati Uniti di Donald Trump affinché riforniscano l’Ucraina con i sistemi di difesa Patriot, ovvero missili intercettori capaci di fermare gli attacchi nemici. “Se l’Ucraina non sarà protetta dagli attacchi missilistici balistici e di altro tipo, questi attacchi continueranno”, ha spiegato Zelensky, ricordando che l’Europa stessa dovrebbe dotarsi di questi sistemi, affinché possano fungere da deterrente per eventuali e futuri attacchi.
Al momento, il presidente Usa, Donald Trump, non ha risposto direttamente alle richieste di Zelensky. Secondo il South China Morning Post di Hong Kong, il tycoon avrebbe sentito il suo omologo cinese, Xi Jinping, per confermargli che i negoziati tra Russia e Ucraina sono ormai giunti a un punto morto. Inoltre, il presidente Usa lo avrebbe esortato a utilizzare la sua influenza su Mosca affinché riprenda i dialoghi con Kiev. Si tratterebbe di una mossa che si allinea con il desiderio Usa di coinvolgere in modo più attivo la Cina nella risoluzione del conflitto in corso in Est Europa.
Al momento, i negoziati tra Mosca e Kiev si trovano in uno stallo. Gli ultimi contatti diretti risalgono al luglio 2025, durante i negoziati in Turchia che si sono conclusi senza un accordo per il cessate il fuoco.
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