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sabato 18 Aprile, 2026
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Meloni a Parigi per il vertice dei “volenterosi” su Hormuz

I leader Ue valutano un intervento di sminamento dello stretto su richiesta degli Usa. Prima però è necessario il cessate il fuoco

Da Maria Vittoria Ciocci
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La premier Giorgia Meloni oggi parteciperà alla conferenza sul blocco dello Stretto di Hormuz a Parigi, organizzata dal presidente francese Emmanuel Macron e che vedrà la partecipazione del premier britannico Keir Starmer e del cancelliere tedesco Friedrich Merz. I “volenterosi” stanno valutando di avviare una spedizione per le attività di sminamento. Un impegno che però non verrà sottoscritto fino al raggiungimento della tregua. Per la presidente del Consiglio, reduce dalla rottura dal tycoon, è un’occasione per dimostrare di avere ancora una posizione internazionale influente.

Di rimando, la narrazione degli Stati Uniti è sempre la stessa. La ribadisce il capo del Pentagono Pete Hegseth: “Gli europei, n.d.r. – parlano molto e non fanno nulla”. E aggiunge: “È una via navigabile che il commercio americano non utilizza, ma l’Asia sì, e l’Europa sì, e gran parte del resto del mondo sì”. Con questo quindi ritiene che un intervento dei Paesi Ue sia dovuto, in quanto – sottolinea – non può essere sempre “l’America a fare il lavoro pensante”.

E mentre Meloni cerca di ricostruire la sua credibilità internazionale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani punta alla Cina e incontra il suo omologo Wang Yi. “Gli ho chiesto che sostenga con forza le iniziative per portare pace e stabilità in Medioriente e Ucraina” – ha spiegato il vicepremier al termine di un lungo colloquio. Una posizione che segue quella ribadita dalla leader di Fratelli d’Italia durante l’incontro con il premier ucraino Volodymyr Zelensky a Palazzo Chigi: “È in momenti questi che si comprende come l’amicizia tra popoli fratelli che si sono dati una mano nei momenti più difficili della propria storia faccia la differenza”.

La reazione dell’opposizione

Mentre Meloni è indaffarata a ricucire la relazione Usa-Ue, l’opposizione la incalza proprio sul rapporto con Donald Trump. In particolare, il leader di Italia Viva Matteo Renzi – ai microfoni della Cnn – ha spiegato che “in tutti i paesi in cui Trump ha cercato di influenzare la politica hanno vinto le forze di sinistra”. Ha peraltro evidenziato come “Meloni sia molto indebolita” proprio dalla rottura con il presidente Usa.

Mentre Elly Schlein le recrimina di essersi dissociata da Trump troppo tardi e di aver fatto “gravi errori in politica estera”. La segretaria dem ha fatto riferimento al Venezuela, alla condanna tardiva dell’attacco all’Iran – avvenuta dopo 14 giorni –, ma anche alla partecipazione al Board of Peace per Gaza come “unico paese osservatore dell’Unione europea”. E riflette: “È contraria alla difesa comune. Rallenta sulle rinnovabili che consentirebbero di ridurre le bollette e il ricorso alle fonti fossili, per comprare più gas americano. Scelte che ci rendono dipendenti da Trump. Non è un caso”.

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