venerdì 26 Giugno 2026

Meloni: «Trump? La mia popolarità non lo riguarda. Pensi alla sua»

La premier risponde al nuovo attacco del tycoon pubblicato sul social Truth

Da Maria Vittoria Ciocci
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Tra il Presidente Usa Donald e la premier Giorgia Meloni ormai è un braccio di ferro. «La mia popolarità non la riguarda. Le suggerisco di concentrarsi sulla sua», è la risposta della presidente del Consiglio al tycoon, che in mattinata l’ha accusata di essersi avvicinata a lui per recuperare consenso ai . Una tesi che non ha riscontro nella realtà, dato che secondo i dati Ipsos del 16 maggio solo il 17% degli ha espresso favorevole sul leader repubblicano. E quindi, in povere, a Meloni non conviene ora più che mai allinearsi all’inquilino della Casa Bianca.

Tanto che è la stessa Meloni a riconoscerlo: «Essere sua amica non l’ha certo aiutata – la popolarità, ndr –, né dipende dal mio rapporto con lei». E ha rivendicato: «La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano ed è esattamente ciò che ho sempre fatto». Infine, dopo aver definito «insensati» gli «attacchi costanti e immotivati» del Presidente, sui social, ha tagliato corto: «Non tornerò sull’argomento, perché ancora credo nell’unità dell’Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito».

Capolinea

La premier aveva espresso soddisfazione durante il G7 di Evian, convinta di essere riuscita a ripristinare l’asse Roma-Washington. «Abbiamo entrambi un carattere forte», aveva detto, «non c’è bisogno di chiarimenti quando non siamo d’ su qualcosa». Il confronto tra i due leader di è riportato anche tra le pagine di Politico, che definisce «senza precedenti» lo scontro.

La collisione è avvenuta dopo che Meloni aveva difeso XIV dagli attacchi frontali del Presidente Usa, ma sono anche altri quelli che il tycoon considera errori di valutazione della leader di Fratelli d’Italia: «Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, lei vuole tornare ad essere amica per aumentare i suoi consensi», ha scritto su Truth, «Non ci ha nemmeno permesso di usare le piste di atterraggio italiane, un enorme inconveniente logistico, e questo nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e altri cosiddetti alleati della NATO».

Se c’è però un errore che effettivamente la premier ha fatto è stato quello di credere che Donald Trump la considerasse una sua pari. È lo stesso infatti che, dopo essersi presentato con un’ora di all’ del G7, ha detto scherzando ma non troppo: «Io sono il boss».

Leggi anche: Trump attacca ancora Meloni: «Vuole tornare amica dopo l’Iran. No, grazie»

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