giovedì 15 Ottobre 2026

Non solo Ben-Gvir. Anche la Ministra dei Trasporti umilia la Flotilla: “Ubriachi e drogati”

Miri Regev, fedelissima di Netanyahu, ha pubblicato un video in cui gli attivisti sono ammanettati e inginocchiati e li bolla come "sostenitori del terrorismo"

Di Giustino Marai
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Ad , a fare propaganda sui corpi torturati e umiliati degli attivisti della Flotilla, non ‘era soltanto Itamar Ben-Gvir. Anche la ministra dei Trasporti Miri Regev ha approfittato della ghiotta occasione per un video di propaganda in cui mostrava gli attivisti inginocchiati e ammanettati e li bollava come “sostenitori del terrorismo”, “ubriachi e drogati”.

Chi è Miri Regev

Una carriera ricca di riconoscimenti e di controversie nell’esercito israeliano, poi fedelissima di ed eletta con il suo Likud, undici anni fa Miri Regev veniva definita da Haaretz “una Trump in tacchi alti”.
Da Ministra della Cultura e dello , carica che ha ricoperto dal 2015 al , si impegnò a ritirare i finanziamenti agli artisti che non fossero allineati e fedeli allo Stato ebraico, e prese duramente posizione contro un’associazione di veterani delle che denunciava le violenze contro i palestinesi nei occupati.
Recentemente ha difeso i nove soldati ripresi in video mentre abusavano sessualmente di un prigioniero palestinese nel carcere di Sde Teiman.

La condanna di Ben-Gvir

Del video di Regev si è parlato poco, oscurato da quello di Ben-Gvir, che ha infiammato il dibattito e obbligato anche i più spudorati complici di Israele a dissociarsi e condannare l’umiliazione degli attivisti, che le IDF hanno sequestrato in acque internazionali e torturato nel porto di Ashdod.
Ma, nel contesto attuale, la stigmatizzazione di Ben-Gvir non è altro che un tassello nella lunga opera di normalizzazione del governo suprematista e genocida di un Paese che da decenni agisce al di fuori di ogni legalità internazionale.

I dividendi

Dal video del ministro della hanno infatti guadagnato un po’ tutti.
Il video ha permesso al suo protagonista di mostrarsi duro, intransigente, e di affascinare l’elettorato più radicale. Da piccolo partito, il suo Otzma Yehudit ha guadagnato credito in una società israeliana sempre più incancrenita.
Dissociandosi e condannando il video, Netanyahu ha rafforzato la sua immagine di moderato rispetto alle altre forze politiche che sgomitano per il potere.
E i governi , in primis quello , hanno potuto usare parole dure, magari convocare l’ambasciatore israeliano, e fingere ancora una volta di avere una spina dorsale. Quando si tratterà di passare dalle chiacchiere alle azioni concrete, per fortuna, il caso degli attivisti torturati e umiliati non sarà più su tutte le prime pagine.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata