A due giorni dalle elezioni parlamentari in Ungheria, il clima politico si fa teso e il premier Viktor Orbán è passato all’attacco. Contro di lui, sarebbe in atto un presunto piano dell’opposizione per ”impadronirsi del potere’‘ attraverso la cooperazione con servizi di intelligence stranieri. In un video pubblicato su Facebook, il leader di Fidesz ha accusato i suoi avversari di non fermarsi davanti a nulla, parlando di un tentativo organizzato di usare il caos e la pressione internazionale per mettere in discussione la sovranità del popolo ungherese.
Le accuse di complotto e minacce
Per Orbán non ci sono dubbi sul fatto che l’opposizione stia cercando di “demonizzare” il governo con accuse di brogli inventate di sana pianta. In un video postato sui social, il premier ha alzato i toni parlando di minacce di violenza contro i suoi militanti e di proteste già pianificate a tavolino per contestare i risultati dello spoglio. Ed è così che il Premier ungherese ha deciso di gettare l’ombra di un complotto straniero proprio a poche ore dall’apertura dei seggi.
L’endorsement di Trump: ”È un combattente”
Nel frattempo è arrivato il sostegno esplicito di Donald Trump che ha scelto di intervenire direttamente nella campagna elettorale ungherese con un messaggio su Truth. Il Presidente USA ha invitato gli elettori a sostenere Orbán per il voto di domenica 12 aprile, definendolo un ”vero amico” e un ”vincente”. Garantendo così il suo sostegno totale e incondizionato, definendo il premier ungherese come un difensore dell’ordine pubblico e della linea dura contro l’immigrazione irregolare.
Un voto decisivo per il futuro di Budapest
Il messaggio di Trump non è casuale, queste elezioni si mostrano come le più difficili per Orbán. Dopo sedici anni di potere quasi incontrastato, il leader di Fidesz deve affrontare la sfida lanciata dal partito Tisza guidato da Péter Magyar. Magyar, un tempo interno al sistema di potere di Orbán e oggi suo principale rivale, sembra aver intercettato il malcontento di una parte dell’elettorato, rendendo l’esito di domenica tutt’altro che scontato.
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