giovedì 16 Luglio 2026

Perché il Governo Meloni vuole anticipare il voto all’11 aprile

La riforma della legge elettorale è in esame alla Camera. L’obiettivo è ottenere l’approvazione entro l’estate e avviare l’iter per portare in anticipo i cittadini alle urne

Di Maria Vittoria Ciocci
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La possibilità di chiamare i cittadini italiani alle urne l’11 e il 12 aprile 2027 si fa sempre più concreta. La riforma della legge elettorale è in esame alla Camera e l’obiettivo del Governo Meloni è ottenere la sua approvazione entro agosto. Una scadenza non prorogabile per due motivi: evitare lo scontro con il Colle e rispettare i tempi stabiliti dagli organismi internazionali che sconsigliano la sua modifica negli ultimi sei mesi di legislatura.

Le ragioni per cui la leader di Fratelli d’Italia, che in questi quattro anni ha promesso che avrebbe concluso il mandato, ha cambiato idea sono diverse. In primo luogo, questo le eviterebbe di varare frettolosamente la . Non che non l’abbia fatto durante il suo mandato, dato che anche la Legge di Bilancio 2025 è stata approvata il 28 dicembre 2024, con scadenza 31 dicembre. Ma, a ogni modo, sarebbe un tasto dolente in meno a cui pensare.

‘è poi il nodo politico: anticipare il voto significa concedere meno tempo al campo largo per la costruzione della famosa «alternativa alla destra». La segretaria Elly Schlein, i leader di Avs Nicola Fratoianni e , insieme al leader del Giuseppe Conte sembrano sulla buona strada. Ma tra i moderati si sono sollevati dei malumori dopo la pubblicazione della foto dei “big” riuniti intorno a un tavolo.

Da Vannacci al vitalizio

Non si può dimenticare poi la questione Vannacci. I sondaggi, il 18 giugno, lo davano sopra la Lega di pochi punti percentuali. Il sorpasso di ormai non rappresenta più un rischio, ma una realtà. Che può essere arginata chiamando i cittadini al voto e usufruendo del sostegno che, ancora e nonostante tutto, la coalizione di maggioranza può vantare. Anche perché negli ambienti della destra sono pochi a valutare, effettivamente, un’alleanza con il generale. Circostanza inevitabile qualora il suo partito diventasse più influente del Carroccio.

Infine, l’esecutivo ha tenuto conto del diritto al vitalizio, garantito solo dopo quattro anni, sei mesi e un giorno di mandato. L’attuale Governo si è insediato a Palazzo Chigi il 10 ottobre 2022, quindi prima del 2027 non c’è margine per il voto anticipato. Altrimenti deputati e senatori perderebbero la pensione e questo rischia di scatenare una rivolta interna alla coalizione.

Per avviare l’iter elettorale, le Camere – nel rispetto della Costituzione – devono sciogliersi entro l’ultima settimana di febbraio. A quel punto il Governo potrà individuare insieme al Colle le date, presumibilmente tra l’11 e il 18 aprile. Dopodiché, entro 70 giorni, i cittadini italiani saranno chiamati alle urne. E non è finita qui, perché pochi mesi dopo alcuni dei Comuni più importanti torneranno seggi: Roma, Torino, Milano, Bologna e . Tutti alla guida del centrosinistra. E infatti anche questo ha giocato un ruolo fondamentale nella scelta della data. Meloni vuole evitare che, qualora i sindaci di centrosinistra vengano riconfermati, questo funga da slancio finale per l’opposizione alle 2027.

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