sabato 2 Maggio 2026
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Preservativi, droghe e capriole: Israele scredita la Flotilla per giustificare i sequestri

Dopo le polemiche e le critiche per l'abbordaggio in acque internazionali, il governo di Netanyahu ha dato inizio ad una campagna mediatica di odio e mistificazione nei confronti degli obiettivi della spedizione umanitaria diretta a Gaza

Da Redazione
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La missione umanitaria della Global Sumud Flotilla terrorizza Israele. A dimostrarlo sono i costanti tentativi di delegittimazione che da Tel Aviv vengono pubblicati su tutti i social e i mezzi di comunicazione da loro gestiti. La missione degli attivisti in viaggio verso Gaza, con carichi di cibo e beni di prima necessità, viene derisa e minimizzata, con l’obiettivo di convincere la stessa popolazione israeliana della liceità delle operazioni delle Idf.

Così, viene innanzitutto chiarito che la Flotilla è finanziata da Hamas al fine di rimettere in sesto l’organizzazione terroristica. Abbordare e sequestrare le navi e gli attivisti, quindi, è un’operazione necessaria a mantenere al sicuro la popolazione di Israele. Eppure, non vi è alcuna prova che possa certificare le accuse che giungono dal governo di Benjamin Netanyahu. Da tutto il mondo giunge la condanna per le attività dell’Idf, che ha fermato la spedizione in acque internazionali, violando il diritto internazionale.

Israele delegittima la Flotilla

Critiche che però non scalfiscono affatto il governo israeliano. Il ministro degli Esteri, Gideon Saar, ha utilizzato i suoi canali social per diffondere un messaggio chiaro: la missione della Flotilla non avrebbe nulla di umanitario. Secondo il membro del governo di Tel Aviv, a bordo delle imbarcazioni sequestrate non sarebbero stati trovati beni per l’assistenza medica della popolazione di Gaza, ma “preservativi e droga”. Così, in poco tempo, Israele dà inizio ad una campagna mediatica dura e svilente.

“Circa 175 attivisti di 20 imbarcazioni della ‘Flotilla dei preservativi’, che erano diretti verso la Striscia di Gaza sono ora diretti pacificamente in Israele”, ha scritto Saar, in accompagnamento ad un filmato che mostra “gli attivisti mentre si divertono a bordo di imbarcazioni israeliane”. Anche in questo caso, il ministro tenta di minimizzare le polemiche e i timori sul sequestro degli attivisti, mostrandoli mentre si trovano su presunte imbarcazioni dell’esercito israeliano.

I dubbi sulle immagini diffuse da Israele

Il condizionale è d’obbligo perché non si hanno certezze sulla veridicità di questi video. Secondo le immagini pubblicate, gli attivisti starebbero ballando e facendo capriole sulle imbarcazioni di coloro che li hanno rapiti in acque internazionali. Una lettura che sembra collidere anche con i racconti di coloro che nei mesi scorsi erano a bordo di altre spedizioni poi fermate da Israele. Abusi, violenze fisiche e psicologiche si sarebbero susseguite durante il viaggio verso Israele e durante il periodo di detenzione.

Le immagini diffuse da Israele sembrano voler distrarre dalle violazioni compiute nella notte tra il 29 e il 30 aprile, quando civili sono stati abbandonati alla deriva su imbarcazioni volontariamente danneggiate dai soldati dell’Idf. Un tentativo di allontanare le accuse dei governi occidentali, che ora chiedono a gran voce il ritorno a casa dei loro cittadini. Solo le testimonianze degli attivisti sequestrati da Israele potranno quindi smentire o confermare la narrazione portata avanti dal governo israeliano.

Leggi anche: Global Sumud Italia denuncia Israele: presentato un esposto per il rilascio degli attivisti della Flotilla

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