Dalla prossima settimana, ha annunciato Donald Trump, scatteranno dazi al 25% su auto e camion importati dall’Ue. La motivazione della Casa Bianca è che Bruxelles non sta rispettando l’accordo stabilito nell’estate del 2025, con Ursula von der Leyen. L’accordo prevedeva un tetto tariffario del 15% per gran parte dei beni europei esportati negli Stati Uniti, comprese auto e componenti, in cambio di concessioni europee su prodotti industriali, agroalimentari e barriere non sottoposte a dazi.
La misura esclude i veicoli prodotti negli Stati Uniti. I grandi marchi europei (come Volkswagen, Bmw, Mercedes e Stellantis) dovranno spostare più produzione oltreoceano.
Per il settore è un duro colpo. Le case automobilistiche si trovano già a fare i conti con i costi della transizione elettrica e con la concorrenza cinese. I dati Acea mostrano un export europeo verso gli Usa già in calo del 21,4% nel 2025.
La mossa di Trump potrebbe spingere l’Unione Europea a reagire con contromisure, con una risposta che coinvolgerebbe acciaio, agroalimentare e tecnologia. Facendo saltare, di fatto, la stabilità che l’accordo del 2025 avrebbe dovuto garantire.
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