La guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, è tornato ad attaccare violentemente gli Stati Uniti, condannando la presenza degli americani nel Golfo e lanciando loro un monito: l’unico posto in cui vi dovreste trovare è nel “fondale delle sue acque”.
Non finisce qui, nel messaggio scritto e trasmesso dalla tv di Stato in occasione della Giornata nazionale iraniana del Golfo Persico, l’ayatollah ha attribuito agli statunitensi la colpa per la scarsa sicurezza nella Regione, deridendoli: “Non sono in grado di garantire la propria sicurezza, figuriamoci di assicurare la sicurezza dei loro alleati e dei sostenitori”.
Khamenei: Costruiremo un nuovo ordine mondiale
Quello che Khamenei desidera, auspica e promette di dare agli iraniani è un futuro di prosperità, progresso, benessere in cui la presenza degli Usa è cancellata. In mondo profetico la Guida Suprema ha vaticinato la vittoria sugli avversari, che porterà “un nuovo ordine regionale e mondiale”.
Iran: “Se il blocco continuerà, reagiremo”
Un augurio molto lontano da quello dell’inquilino della Casa Bianca, che per ora non ha la minima intenzione di fare passi indietro sul blocco navale a Hormuz.
Le autorità militari iraniane non hanno preso bene l’annuncio di Trump sull’estensione del blocco anche nei prossimi mesi, tant’è che il consigliere di Khamenei, Mohsen Rezaei, ha minacciato: “Se il blocco continuerà, reagiremo”.
Lo Stretto di Trump
Ma non è bastato un semplice ammonimento per far cambiare idea al Presidente americano, che stamattina ha pubblicato su Truth una cartina in cui è raffigurato il corridoio marittimo, ribattezzandolo “Stretto di Trump”.
Il post non è stato affatto apprezzato dalle autorità di Teheran, tanto che il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, su X lo ha definito un “terribile errore”.
Khamenei: “Proteggeremo le capacità nucleari”
Il botta e risposta tra i leader di Washington e Teheran si è esteso anche sul tema del nucleare.
Se Trump ha più volte minacciato di voler eliminare tutto l’uranio arricchito nelle mani di Teheran, la Guida Suprema si è detta determinata a proteggere le “capacità nucleari e missilistiche” come patrimonio nazionale.
Ad oggi, dunque le tensioni fra Usa e Teheran non si sono stemperate, al contrario sembrano alzarsi sempre di più sui punti più controversi, ossia lo Stretto di Hormuz e il nucleare.
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