sabato 2 Maggio 2026

Michelangelo Scamarcia ucciso per 30 euro, il titolare del negozio confessa l’omicidio

Un sessantottenne di Carbonara di Bari è stato assassinato in un esercizio commerciale cinese della periferia barese, per un debito di pochi soldi. Lo ammette il titolare del negozio

Da Simona Maggi
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Il commerciante cinese Lin Wei, fermato per l’omicidio di Michelangelo Scamarcia, 68 anni, residente a Carbonara di Bari, ha confessato il delitto e il movente: avrebbe agito per un debito di 30 euro.

Chi è Lin Wei?

Lin Wei, quarantaduenne di nazionalità cinese era titolare di un’attività commerciale. Nonostante risultasse residente a Carbonara, almeno dall’ultimo anno avrebbe vissuto nei locali del negozio in cui è stato rinvenuto il cadavere.
Durante l’interrogatorio ha ammesso di vivere da solo in Italia e di voler chiudere il punto vendita per tornare in Cina o andare a Prato. Gli scaffali parzialmente vuoti del negozio confermerebbero la sua versione.
Al momento il negozio è sotto sequestro.

La vicenda

Secondo le ricostruzioni l’imputato avrebbe soffocato con un sacchetto di plastica il 68enne scomparso dal 31 marzo. I medici legali hanno stabilito, visto lo stato di decomposizione del cadavere ritrovato ieri nel negozio cinese di Carbonara, che il delitto sarebbe accaduto in un periodo non inferire a quindici giorni fa.

Il movente

Secondo quanto confessato da Lin Wei, il movente dell’omicidio sarebbe un debito di 30 euro. Scamarcia avrebbe effettuato una transizione di 600 euro sul Pos del negozio del titolare cinese per avere indietro la somma in banconote. Il 68enne, infatti, percepiva il reddito di inclusione, la cui carta consente unicamente l’acquisto di beni e non il prelievo i contanti.
Per un patto tra i due, il titolare cinese avrebbe restituito a Scamarcia 530 euro in contanti, mentre avrebbe trattenuto per sé 70 euro, come “tariffa” per l’operazione. Tuttavia Lin Wei avrebbe dato al 68enne solo 500 euro e non i 530 pattuiti e da qui sarebbero nato il conflitto tra i due.

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