googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
giovedì 23 Aprile, 2026
Logo La Sintesi
ph-web-influencer

Professione Influencer: il bilancio a un anno dalle nuove regole

Dai nano-influencer alle star del web: ecco chi sta guidando la crescita economica del comparto

Da Davide Cannata
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il comparto digitale in Italia sta provando a dare una veste formale a una delle carriere più dibattute degli ultimi tempi. Nel mese di aprile 2026, a un anno esatto dalla nascita del codice Ateco 73.11.03 dedicato agli influencer, le indagini delle società tecnologiche Fiscozen e Kolsquare mostrano un settore vivace ma ancora in parte non emerso. Sul territorio nazionale si contano circa 40.000 professionisti del web, tuttavia solo il 2,5% di questo gruppo ha aggiornato la propria posizione fiscale verso la classificazione ufficiale. Questa resistenza è dovuta a un ambito ancora ibrido, dove il 74% dei profili gestisce community limitate sotto i 100.000 follower, operando in nicchie come moda, fitness, food e relazioni personali. Malgrado l’idea di ricchezza diffusa, il fatturato medio del 2025 è di 24.038 euro annui, con un incremento dell’11,8% rispetto ai 21.502 euro dell’anno precedente.

Le differenze di guadagno e il divario di genere nel digitale

L’analisi del mercato del lavoro digitale evidenzia un netto divario di genere e di gestione fiscale. Gli uomini costituiscono il 66% della categoria, con un’età media di 32 anni, e ottengono compensi mediamente più elevati rispetto alle colleghe donne, le quali dichiarano entrate di circa 21.840 euro all’anno. Lo scarto aumenta per chi ha adottato il nuovo codice Ateco, dove i guadagni medi salgono a 34.521 euro, indicando che la formalizzazione è comune tra i profili più solidi. L’analisi ha preso in considerazione chi utilizza i codici per influencer sia come professione primaria che secondaria, quindi non stupiscono fatturati più bassi dell’immaginario collettivo, spiega Elena Battistini, commercialista partner di Fiscozen. Il riconoscimento tramite l’Albo dell’Agcom e le nuove direttive facilitano gli oneri fiscali, ma la normativa deve ancora allinearsi alla velocità del settore.

Il peso delle piattaforme social e il valore della trasparenza

Per quanto riguarda l’attività giornaliera, i contenuti sponsorizzati dai brand rappresentano solo il 3,1% della produzione totale, confermando che l’autenticità resta l’elemento chiave. Instagram è la piattaforma preferita dalle aziende, indicata dal 93% dei marchi, seguita da TikTok al 79%. Mentre le storie costituiscono l’83,6% delle pubblicazioni, reel e post garantiscono le interazioni più profonde. Questo rapporto dimostra che i creator devono mantenere una forte presenza organica, essenziale per la fiducia del pubblico e il valore per i brand, commenta Giovanni Spinelli, country manager di Kolsquare Italia. La sfida per i 40.000 professionisti è bilanciare i ricavi con la fedeltà della nicchia, specialmente in ambiti come il turismo dove il coinvolgimento tocca il 19,2%. La crescita dei guadagni, aumentati del 23% in un anno, conferma la solidità della professione.

Leggi anche: Reddito universale: chi saremmo se non dovessimo più lavorare per vivere?

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata