venerdì 26 Giugno 2026
Roma Pride 2026

Roma Pride 2026. Dal corteo: «A chi soffia sull’odio, noi rispondiamo con l’orgoglio di essere chi siamo»

In migliaia si sono dati appuntamento in piazza della Repubblica. Presenti anche il sindaco Gualtieri, il leader di Avs Fratoianni, la senatrice Maiorino (M5s) e il segretario di +Europa Magi

Da Maria Vittoria Ciocci
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«La Repubblica è di chi la abita». È lo slogan degli , accompagnato dal manifesto del vignettista Ellekappa. Il corteo dedicato al , partito da piazza della Repubblica, ha dominato le strade della Capitale. Tra i partecipanti, anche il sindaco Roberto Gualtieri con la fascia tricolore, insieme alle ambassador Francesca Michielin, Levante e Margherita Vicario.

Non mancano all’appello il leader di Avs Nicola Fratoianni, il segretario di + Riccardo Magi e la senatrice del M5s . La grande novità però è il coinvolgimento dell’Ordine nazionale degli psicologi, rappresentato dalla presidente Maria Antonietta Gulino, che ha sottolineato: «Siamo qui per affermare che ogni persona deve poter essere ciò che è, con i suoi amori e le sue relazioni».

Tra le bandiere arcobaleno e i della comunità Lgbtqi+ si sollevano gli attacchi contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Trump ed Elon Musk, ma anche J.K. Rowling e Giulia Bongiorno. Nel mirino degli attivisti c’è anche Roberto , al quale viene dedicato uno slogan tutto suo: «Meglio anormale che generale». E ad alleggerire il clima, ci pensano le grafiche e gli striscioni del “Diavolo veste Prada 2”, che con il suo inconfondibile tacco a spillo rosso vanta il podio come carro più fotografato.

I commenti

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha affermato: «La nostra legislazione è arretrata e non rispetta pienamente i principi della Costituzione, che riconosce uguali diritti indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere». E ha ribadito: «L’Italia deve fare ancora molto per garantire a tutti gli stessi diritti».

Pride 2026

Pride 2026 ph: ANSA

Lo segue il leader di Avs Nicola Fratoianni, che spiega: «Ogni nuovo diritto conquistato per qualcuno non è mai un diritto negato per qualcun altro. In questi anni stanno cercando in tutti i modi di restringere gli spazi di libertà e i diritti delle persone, quei diritti e quelle libertà che devono essere restituite». Ha infine affermato assertivo: «La società italiana è molto più avanti della politica e della sua ipocrisia».

Ma a dipingere in maniera esaustiva lo spirito del Roma Pride 2026 ci pensa l’eurodeputato Pd Alessandro Zan: «È una manifestazione pacifica e di gioia: a chi soffia sull’odio, noi rispondiamo con la forza della Costituzione e con l’orgoglio di essere chi siamo». Il dem non manca poi di ricordare alla premier Giorgia Meloni, la quale «ha sempre ostacolato i diritti delle persone Lgbtqia+ e alimentato ostilità e pregiudizi», che «il Pride è una manifestazione democratica e di resistenza».

Il nodo della Lgbtqi+ Keshet

Dopo le polemiche insorte nelle ultime settimane, si è giunti a un compromesso. L’associazione ebraica Lgbtqi+ Keshet aveva scelto di non sottoscrivere il documento che definisce formalmente lo sterminio dei palestinesi a Gaza come «genocidio». Per questo i suoi attivisti hanno partecipato al Roma Pride 2026 a piedi, senza carro, protetti da unità della polizia.

Il portavoce Mario Colamarino ha però sottolineato che la questione non può dirsi ancora conclusa e attende quindi riscontro dal Coordinamento Roma Pride. Durante il corteo, la Keshet si è fermata davanti al Teatro dell’Opera, sventolando la bandiera arcobaleno che portava il simbolo della Stella di David. Tra i presenti, circa in quaranta, anche l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale Tobia Zevi. «Oggi non è scontato attraversare Roma con i nostri corpi, facciamoci sentire», hanno rivendicato con i megafoni. E ancora: «Ora e sempre, Keshet è presente».

Il caso Adinolfi

Alle 16 circa, poco prima della partenza del corteo, Mario Adinolfi si è presentato in piazza della Repubblica con una spilla del sul petto e la bandiera israeliana in mano. Insieme a lui, anche Francesca Pascale. I manifestanti non sono rimasti indifferenti, ma l’hanno invitato ad andarsene con fischi e accuse. Tra cui «provocatore», «ladro» e «vergogna». L’ex deputato ha lasciato la manifestazione a bordo di un taxi dopo circa mezz’ora.

«Chi da anni porta avanti posizioni contro le nostre famiglie e i nostri diritti non può strumentalizzare la manifestazione», la prima reazione del portavoce del Partito Lgbt+ Fabrizio Marrazzo, «si è presentato al Roma Pride con la bandiera di con l’unico scopo di provocare». Mentre il portavoce della Keshet Colamarino ha commentato: «Sicuramente questa non è la sua piazza, poi se ha cambiato idea, buon per lui».

Leggi anche: “Meloni non vuole più la legge elettorale” L’affondo dell’opposizione dopo lo stop ai lavori in Commissione

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