lunedì 15 Giugno 2026
Salvini e Zaia

Salvini alla resa dei conti con i leghisti del Nord: dal nodo Vannacci all’inchiesta sul Ponte sullo Stretto

Il consiglio federale del Carroccio mette sotto pressione il vicepremier. Il partito si divide tra chi valuta il passaggio in Futuro Nazionale e chi chiede un cambiamento radicale

Da Redazione
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L’inchiesta della di Roma che coinvolge direttamente il progetto del Ponte sullo Stretto è un problema per Matteo Salvini. Uno dei tanti, in realtà. Si aggiunge infatti l’ascesa politica di Roberto Vannacci con Futuro e il pressing dell’ex governatore veneto Luca Zaia fini di una ridefinizione del partito. La Lega, ora data al 5,6% ai sondaggi, rischia il sorpasso del generale e lo smantellamento definitivo dell’eredità di Umberto Bossi.

Alla luce di quanto emerso nelle ultime ore, il consiglio federale della Lega – previsto per oggi, 10 giugno – potrebbe trasformarsi in un’inquisizione per il ministro dei , che ora dovrà rispondere anche delle accuse rivolte all’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno. Figura di spicco del Carroccio in e, soprattutto, fondamentale dopo il passaggio di Domenico Furgiuele a Futuro Nazionale.

Tra gli indagati per corruzione figura anche il suo nome, in quanto avrebbe tentato di intercettare dei giudici della Corte dei Conti per ottenere informazioni riservate sull’iter interno di approvazione del progetto e fatto pressioni affinché la delibera Cipess, da 13,5 miliardi di euro, ricevesse il via libera.

E infatti l’ex leghista e ora segretario di Patto per il Nord Paolo Grimoldi ha commentato: “Basta parlare del ponte di Messina. Se ne prenda definitivamente atto e si destinino quei 14 miliardi a sostegno di famiglie e imprese, a partire da un abbassamento definitivo delle accise sui carburanti”.

Il nodo del Ponte sullo Stretto

Le opposizioni non potevano chiudere un occhio su quanto emerso dall’inchiesta della procura di Roma. La a Montecitorio ha infatti affermato: “I cittadini meritano risposte, trasparenza e investimenti nelle vere priorità del Paese. Non una corsa a qualsiasi costo verso un’opera che continua a sollevare dubbi, interrogativi e ora anche inchieste”.

Il Partito democratico ha chiesto al Matteo Salvini di intervenire in Aula. E dello stesso avviso è l’eurodeputato del Movimento 5 stelle Pasquale Tridico, che ha chiarito: “Hanno provato a mettere su un progetto che non ha i piedi per terra e alla fine si sono ridotti a tentare di truccare la partita. A Salvini non resta che dimettersi“.

Luca Zaia vice segretario

Ad attanagliare il ministro dei Trasporti e segretario della Lega, come anticipato, non è però soltanto l’opposizione e l’inchiesta relativa al Ponte sullo Stretto: Luca Zaia, figura storica del Carroccio, è pronto a scendere in campo nel ruolo di unico vice segretario. A condizione che il partito investa sul radicamento nei territori. E, in particolare, nelle sue Regioni: Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia-Giulia.

Sulle previsioni che lo vedono fuori dal Carroccio, Salvini ha affermato: “Leggo molte fantasie”. Ma che sia in difficoltà è ormai evidente. Può tirare un respiro di sollievo grazie alla sospensione dello sciopero dei , che era previsto per domani 11 giugno, ma rimane il fatto che molti esponenti della Lega – qualora non si riesca a salvare ciò che rimane del partito – stanno valutando di approdare in altri porti. Dai moderati che puntano Forza Italia ai più schierati che guardano a Futuro Nazionale.

Leggi anche: Vannacci costa già 350mila euro alla Lega: la fuga dei deputati svuota le casse di Salvini

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