In Venezuela il numero di dispersi aumenta di giorno in giorno, così come quello dei morti. Sono quasi 70 mila le persone ancora intrappolate sotto le macerie, mentre 1.450 hanno perso la vita. Si contano oltre 6,76 milioni di civili che necessitano di assistenza, alloggi, indumenti, acqua potabile e cure mediche. «Ogni vita è una speranza», così la presidente ad interim Delcy Rodriguez commenta il salvataggio di un bambino di 11 anni a Caraballeda, soffocato dai calcinacci e dai detriti dell’edificio che gli è crollato addosso e sopravvissuto miracolosamente. Sale vertiginosamente, inoltre, il bilancio dei danni, stimati per 6,7 miliardi di dollari: il 6% del Pil del Paese.
Si scava ininterrottamente a mani nude, nella speranza di salvare più persone possibile. Volontà che si scontra con il tempo a disposizione. «Nelle mie precedenti esperienze con Medici senza frontiere ho lavorato in situazioni simili, ma quello che hanno visto i miei occhi assomiglia proprio a ciò che si vede in una zona di conflitto armato», spiega il direttore dei programmi di Msf in Venezuela Andreas Spaett. Ma sottolinea al contempo: «È davvero impressionante vedere l’enorme solidarietà dimostrata dal popolo venezuelano. Ci sono migliaia di moto che si dirigono verso La Guaira per portare aiuti». Iniziativa fondamentale, dato che cresce anche il numero di pazienti che si presenta presso gli ospedali ancora in piedi e al collasso, mentre più di 680 mila bambini necessitano urgentemente di cure.
Nel frattempo anche Unicef si è attivata. In collaborazione con il Governo di Caracas e le Nazioni Unite, ha in programma di inviare personale aggiuntivo, con l’obiettivo di costituire un team di oltre 650 mila operatori. Il piano di aiuti prevede interventi mirati nei settori della salute, della nutrizione, dell’istruzione, della protezione dell’infanzia e dei servizi igienico-sanitari. Già sabato 27 giugno un aereo proveniente da Panama, con a bordo 20 tonnellate di forniture mediche, tende, acqua e beni essenziali, è atterrato a Valencia. Un secondo carico arriverà invece da Copenaghen. Insieme, potranno offrire supporto a oltre 100 mila persone.
Unicef ha inoltre già inviato 3,5 milioni di dollari al Venezuela, attingendo ai fondi interni dell’organizzazione. Ma stima che, per sopperire alle esigenze dei cittadini, saranno necessari almeno 52 milioni di dollari. A Caracas, nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 giugno, è arrivato anche il team di 97 operatori italiani della Protezione civile, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato di aver stanziato i primi 5 milioni di euro di aiuti.
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