sabato 12 Settembre 2026

Spuntano le carte sull’amianto dopo l’11 settembre: le autorità sapevano che l’aria a New York era tossica

A 25 anni dagli attacchi alle Torri Gemelle, documenti inediti svelano che i cittadini furono ingannati sulla qualità dell'aria. Intanto cresce la tensione sul sindaco e sulla causa da mille miliardi all'Arabia Saudita.

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Nel venticinquesimo anniversario degli attacchi alle Torri Gemelle, esplode uno scandalo destinato a riaprire una ferita mai rimarginata. L’aria intorno a Ground Zero non era affatto salutare e le autorità ingannarono deliberatamente i , spingendoli a tornare nell’area del World Trade Center e compromettendone gravemente la salute. A rivelarlo è Zohran Mamdani attraverso la pubblicazione di migliaia di pagine di documenti, che confermano come i vertici istituzionali fossero a conoscenza della presenza di amianto tra le macerie. Molte persone si sono «ammalate perchè hanno creduto a quello che le autorità dicevano, ovvero che l’aria era sicura», ha denunciato Mamdani in stampa, ricordando come il bilancio dei deceduti per malattie correlate ai fumi tossici dell’ abbia ormai superato quello delle vittime dirette del giorno dell’attacco.

Le proteste delle e il no alla presenza del sindaco

La bufera mediatica si intreccia con la politica che travolge le cerimonie commemorative di venerdì. La petizione promossa dalle famiglie delle vittime per chiedere al di non presenziare agli eventi ufficiali ha quasi raggiunto le 100.000 adesioni, attestandosi a quota 98.000 . Durante una drammatica conferenza stampa, i familiari hanno mostrato le dei propri cari scomparsi, ribadendo fermamente la propria contrarietà: «Non ha partecipato in passato, non dovrebbe farlo ora». Una spaccatura profonda che rischia di adombrare il quarto di secolo di memoria solenne.

I filmati inediti e la maxi-causa contro l’Arabia Saudita

Sul fronte giudiziario emergono invece nuovi video chiave destinati ad alimentare la causa da 1.000 miliardi di dollari intentata contro l’Arabia Saudita per presunta complicità nella strage. I filmati mettono a fuoco la figura di Omar al-Bayoumi, ritenuto dagli investigatori un agente dell’intelligence di Riad. Negli anni scorsi l’uomo era stato trovato in possesso di un disegno raffigurante un aereo accoppiato all’equazione per calcolare la velocità di caduta di un edificio. I video, che mostrano il a Washington — probabile obiettivo del volo United 93 — e la festa di benvenuto per due dirottatori nella loro abitazione in California, saranno presentati davanti alla Corte d’appello del Secondo Circuito il prossimo per decidere l’avvio del processo.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata