Sale il bilancio delle vittime del massiccio attacco russo che si è scatenato su Kiev nella notte tra il 1 e il 2 luglio. Il capo dell’amministrazione militare della capitale ucraina Tymur Tkachenko ha confermato la morte di un’altra persona, che era rimasta gravemente ferita durante i bombardamenti. I morti per il momento sono trenta, mentre novantadue persone hanno riportato lesioni più o meno invalidanti. Diverse infrastrutture e complessi residenziali sono ridotti in macerie, mentre gli ospedali cercano di accogliere più civili coinvolti possibile.
Il Presidente USA Donald Trump, alla luce dell’iniziativa militare del Cremlino, è intervenuto con il pugno di ferro. Oltre a chiedere di limitare queste «insensate uccisioni», ha ribadito l’urgenza di sedersi al tavolo delle trattative per raggiungere un accordo di pace. D’altro canto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva anticipato il suo ritorno da Dublino, ha invitato il genero del tycoon Jared Kushner e l’inviato speciale Steve Witkoff a visitare personalmente il Paese in conflitto, ribadendo la necessità di andare oltre alle «semplici parole». L’obiettivo di Zelensky infatti è ottenere un nuovo pacchetto di aiuti in occasione del prossimo vertice NATO che si terrà ad Ankara.
Ma l’attacco da parte del Cremlino, che non ha arginato peraltro il logoramento politico di Vladimir Putin, ha il tragico merito di aver acceso nuovamente i riflettori sul conflitto in Ucraina. L’intera comunità internazionale infatti ha espresso una ferma condanna dei bombardamenti. Tra cui il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha definito l’iniziativa militare dello «Zar» un «attacco senza precedenti» e ha chiesto la de-escalation immediata. E lo stesso hanno fatto Parigi, Berlino e Londra. Queste ultime hanno ribadito il sostegno incondizionato dell’UE a Kiev e definito «barbaro» il bombardamento.
Alla luce dell’inasprirsi delle ostilità, il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha chiesto di nuovo l’invio di missili Patriot, fondamentali per intercettare i droni russi prima dell’impatto. Gli accordi siglati con il supporto della Germania, che prevedono l’invio appunto di centinaia di missili MIM-104 Patriot, hanno anche stabilito dei tempi troppo lunghi, mesi se non anni, inconciliabili con i sistemaci bombardamenti provenienti da Mosca. Motivo per cui Fedorov ha chiesto l’ampliamento della Lista delle esigenze prioritarie dell’Ucraina (PURL) per l’acquisto di armi statunitensi attraverso il programma USA Jumpstart, ossia il coinvolgimento diretto dei partner occidentali negli investimenti militari.
Nel frattempo da Kiev, oltre alla condanna di quanto accaduto, è arrivata la promessa di Volodymyr Zelensky: l’Ucraina reagirà «certamente» al raid nemico.
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