domenica 7 Giugno 2026
Amendolara

Strage dei braccianti ad Amendolara, recuperati tre corpi carbonizzati: “I colpevoli volevano denaro”

Uno dei lavoratori è riuscito a scappare dal minivan in fiamme. Sostiene che sia opera di "una grande mafia del Pakistan"

Da Maria Vittoria Ciocci
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Lunedì 1 giugno, dopo mezzogiorno, un minivan parcheggiato presso la stazione di servizio Ip di Amendolara ha preso fuoco. Quando i vigili del fuoco sono riusciti a spegnere l’incendio, hanno trovato all’interno del veicolo i corpi carbonizzati di un cittadino afghano e due pakistani. Tutti e tre lavoratori. Le forze dell’ordine hanno ipotizzato subito che non fosse un incidente.

Gli agenti della Mobile di Cosenza hanno individuato in serata due sospettati, anche loro cittadini pakistani, fermati a Villapiana. L’accusa è di omicidio plurimo aggravato. Fondamentale la testimonianza dell’unico sopravvissuto, un altro lavoratore afghano. Quest’ultimo ha raccontato ai cronisti di Tg Calabria che il movente sarebbe riconducibile alla richiesta di denaro per il trasporto, che le vittime si sarebbero rifiutate di consegnare.

L’uomo è riuscito a scappare dal minivan in fiamme rompendo il finestrino. Sembra che, di fronte alla ferma posizione degli altri lavoratori, i colpevoli abbiano gettato della benzina sul veicolo e acceso il fuoco con un accendino. In un’azione che il sopravvissuto attribuisce a una “grande mafia del Pakistan”.

Le indagini

Per il momento il procuratore capo di Castrovillari Alessandro D’Alessio ha richiesto il massimo riserbo a investigatori e inquirenti. Dai filmati di videosorveglianza si vedono due persone che bloccano le uscite del minivan, mentre la benzina viene lanciata verso il portello posteriore. Anche il questore di Cosenza Antonio Borelli sembra non avere dubbi: si tratta di un omicidio.

Negli ultimi tempi sarebbero emersi contrasti tra diversi gruppi di caporali operanti nell’area. Pur trattandosi di realtà che agiscono con la tolleranza e talvolta persino sotto la supervisione della ‘ndrangheta, gli investigatori al momento non ritengono che i clan locali siano direttamente coinvolti nell’episodio. Non certo perché manchino precedenti di estrema violenza. In passato, infatti, più di una vittima è stata uccisa e data alle fiamme all’interno di un’automobile.

Tuttavia, un omicidio compiuto in pieno giorno, in un luogo esposto a numerosi testimoni e ripreso dalle telecamere di sorveglianza, appare troppo scoperto. Un’azione del genere finirebbe inevitabilmente per alimentare un’attenzione indesiderata e compromettere gli equilibri da cui traggono profitto.

Leggi anche: L’ombra degli attacchi dell’Isis e l’adesione alla “White Jihad”: arrestato un 21enne a Milano

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook

Instagram 

X

TikTok 

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata