giovedì 16 Luglio 2026
Pasquale Tridico ph Ansa

Tridico (M5S) a La Sintesi: “La tassa sui mini pacchi è un dazio che colpisce i consumatori, non la Cina”

Il capodelegazione del M5S al Parlamento Ue chiarisce che la tassazione sui mini pacchi acquistati da Paesi extra Ue non è efficace: "Pechino usa altri mezzi per tenere bassi i prezzi dei suoi prodotti. Così noi colpiamo solo gli acquirenti"

Di Laura Laurenzi
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Dal 1° luglio l’Unione europea tasserà tutti i provenienti da , anche quelli dal prezzo inferiore ai 150 euro, con un dazio da 3 euro. La misura, nata per scoraggiare gli acquisti dalla Cina ed eliminare il pericolo della concorrenza sleale, potrebbe invece indebolire ulteriormente il potere d’acquisto dei ceti meno abbienti sia in Italia che nel resto dell’Ue con prezzi maggiorati sulle merci. La Sintesi ha contattato il capodelegazione del M5S al Parlamento europeo, , per chiarire quali saranno le conseguenze di questa tassa.

Onorevole Tridico, innanzitutto cosa si intende quando si parla di tassa sui mini pacchi acquistati online?

“Questa tassa di tre euro che verrà applicata su tutti pacchi il cui valore è inferiore ai 150 euro è di fatto un dazio. È stato approvato dall’Ecofin nel dicembre 2025 e il Ministro lo ha rivendicato subito. La misura contiene al proprio interno una beffa: se infatti il pacco contiene due o tre categorie merceologiche diverse allora la tassa raddoppierà o triplicherà e si sommerà anche all’IVA. Insomma, siamo davanti a un provvedimento demagogico e strumentale che penalizza esclusivamente i consumatori”.

La tassazione chi colpirà? Il venditore o l’acquirente?

“Se l’obiettivo di questa tassa era quello di rendere meno competitivi i prodotti importati a basso prezzo dalla Cina mi sembra che esso fallirà miseramente. Come è noto, infatti, la Cina usa altri mezzi per tenere bassi i prezzi dei loro prodotti, come la svalutazione dello yuan. Quindi la tassa sui pacchi colpirà esclusivamente gli acquirenti. E chi sono i che acquistano maggiormente online? Quelli che cercano di risparmiare, i più poveri, e questo dimostra quanto ingiusta e sbagliata sia questa tassa che era stata addirittura anticipata nella Manovra 2026 del governo, ma poi ritirata dopo il flop”.

Il governo Meloni e i suoi rivendicano questa tassa, ma l’obiettivo è davvero aiutare le imprese europee o semplicemente trovare nuovi ?

“L’obiettivo è fare cassa. Secondo una prima stima di Codacons, i ricavi ammonteranno a oltre 17 miliardi l’anno. Noi siamo favorevoli alle risorse proprie e cioè a strumenti che finanzino i programmi e i fondi europei, tuttavia non possono essere i cittadini più fragili a dover essere chiamati a contribuire. Siamo al paradosso di un’Unione europea che chiude un occhio davanti ai grandi profitti del settore energetico e alle rendite di grandi corporations e dei giganti del web, guarda caso quasi tutti americani, eludono il fisco anche con sofisticati strumenti legali, mentre per i semplici cittadini e le nostre pmi la fiscale non fa altro che aumentare. La soluzione sarebbe la web tax, non la tassa sui pacchi che pagano i piccoli consumatori”.

Con questa misura si rischia anche di diventare eccessivamente costosi e quindi convincere i corrieri a trasferire i voli cargo presso altri Paesi UE?

“Questo è stato il grande errore del nostro governo che pensava di fare cassa anticipando la tassa già all’inizio dell’anno. I prodotti extraeuropei infatti anziché entrare in Italia via aerea da Malpensa erano atterrati all’ di Liegi, in Belgio, senza pagare la tassa. Entravano in Italia poi tramite dei tir. Il governo si era dimenticato che siamo in UE e c’è la libera circolazione delle merci. Così facendo abbiamo anche impoverito il sistema cargo del Nord Italia. L’allineamento europeo era doveroso, Giorgetti invece ha dimostrato un colpevole pressapochismo che ha danneggiato il nostro territorio. Per quanto riguarda il futuro, il rischio della triangolazione non sussiste più perché l’UE agirà in maniera univoca”.

Infine, questa misura è realmente efficace per salvaguardare le aziende europee o i governi dovrebbero agire su altri fronti?

“Non si difendono così le imprese europee. Servono copiosi investimenti pubblici per sostenere le imprese europee a competere nella doppia transizione digitale ed energetica, altrimenti continueremo ad assistere a delocalizzazioni e industriali come quella di Electolux”.

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