domenica 30 Agosto 2026
Skrepetsky

Ucciso in pieno giorno il dissidente russo Skrepetsky: si considerava un “perseguitato politico”

Il comico aveva partecipato alle proteste contro l'apertura del padiglione russo in occasione della Biennale di Venezia. L'eurodeputata Picierno: "Impone una riflessione non più rinviabile"

Di Redazione
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Il Semyon Skrepetsky è stato ucciso in pieno giorno in Polonia. Secondo la ricostruzione del sito Meduza, l’uomo avrebbe raggiunto il luogo dell’omicidio a bordo di un taxi guidato da un cittadino bielorusso. Quest’ultimo si sarebbe fermato in un parcheggio di Biala Podlaska e avrebbe estratto la . Il comico, a quel punto, avrebbe tentato di fuggire verso il consolato bielorusso. È stato invece intercettato dai colpi di proiettile del sicario. Il conducente del veicolo è stato arrestato, ma i polacchi sostengono che ad eseguire l’assassinio siano state due persone.

Skrepetsky era noto per le sue caricature di alcuni personaggi politici quali il leader del Cremlino Vladimir Putin, il dittatore ceceno Ramzan Kadyrov e il bielorusso Aljaksandr Lukashenko. Aveva poi criticato la linea nel conflitto contro la , tanto da essere inserito nell’elenco del Myrotvorets, ossia la banca dati nella quale Kiev indica chi è responsabile di crimini contro la sicurezza . Viveva in Polonia dal , in quanto si considerava un perseguitato politico.

Le sue idee si sono tradotte, infatti, in attivismo. A Berlino ha partecipato a una manifestazione antiputiniana, dove si era presentato con una caricatura di Aleksej Navalny – politico russo e potenziale rivale di Vladimir Putin, in circostanze poco chiare nel mese di febbraio del 2024 – con un sandwich. Ma anche a Venezia aveva fatto sentire la sua voce, protestando contro l’apertura del padiglione russo in occasione della Biennale.

È stata l’europarlamentare, ex , Pina Picierno la prima a intervenire: “Ho una notizia terribile da darvi: Semyon Skrepetsky, che aveva partecipato alle a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato”. Quest’ultima ha quindi proposto di costruire una rete europea volta alla protezione dei dissidenti politici. “La sua terribile uccisione impone una riflessione non più rinviabile”, ha concluso sui social l’ex dem.

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