giovedì 16 Luglio 2026

Un grave incidente stradale e la rinascita dopo 6 mesi. “Salvata dall’Ospedale dei Castelli, ora torno a cavalcare”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Un brutto incidente in auto sulla via Appia tra Cisterna di Latina e Velletri che poteva stroncare due giovani vite. Fortunatamente per Elisa Giansanti e suo fratello il destino ha voluto un altro epilogo quel giorno. Soccorsi dall’ sono stati ricoverati all’ dei Castelli (Ariccia): a subire il trauma peggiore è Elisa che ha rischiato di perdere la vita. Oggi a distanza di circa 6 mesi, dopo le operazioni e le cure – prima all’Ospedale dei Castelli e poi al Policlinico Gemelli di Roma, Elisa sta tornando alla sua vita di prima. “Vorrei tornare a cavalcare Venturiera”, il frisone andaluso che è la passione e lo sport della ragazza, “ma devo aspettare, mi dicono”, racconta all’Adnkronos Salute. “Con gli ho sempre avuto un brutto , non mi sono mai piaciuti. Però, fortunatamente, sono capitata in buone mani e mi hanno salvato la vita. Oggi non sarei qui a raccontarlo”. All’Ospedali dei Castelli, la ventenne è stata presa in carico dall’équipe del professor Angelo Serao, direttore Uoc Chirurgia Generale, e in prima battuta dal suo aiuto, il chirurgo generale James Casella, trasferitosi volontariamente da una struttura romana all’Ospedale dei Castelli per seguire Serao. “Sono stati degli angeli, in questi mesi ho conosciuto tanti medici e operatori sanitari tra qui e il Gemelli – preparatissimi e gentilissimi – ma l’umanità trovata all’Ospedale dei Castelli è unica. Oggi sono tornata per dei controlli, con loro mi sento al sicuro”.  

Il percorso di cura di Elisa sta per terminare e tra poco tornerà al suo lavoro al negozio di fiori di famiglia. La sua storia è emblematica di come funzioni la Rete del trauma della Lazio e come anche fuori dalla ci possano essere eccellenze pronte ad assistere ogni tipo di intervento. “Elisa è arrivata nel nostro in codice rosso con un quadro clinico molto critico – spiega Casella – ed è stata subito presa in carico dal nostro trauma team (una squadra composta da medici di pronto , chirurghi, anestesisti, ortopedici, radiologi, radiologi interventisti e infermieri altamente formati nella gestione del trauma) che ha valutato la gravità del caso, stabilizzato la ragazza e delineato l’iter terapeutico anche nell’ambito della gestione multidistrettuale del trauma”. 

“Dopo la Tc che ha mostrato lesioni vertebrali, lesioni a livello toracico, una frattura complessa e instabile a livello del bacino e a livello del femore, la lacerazione di parte del fegato, la rottura della vescica, la rottura della milza e una contusione a livello del rene di destra in prossimità della vena cava, la ragazza è stata prontamente trasportata in sala operatoria. L’ in emergenza – ricordano i medici – ha permesso la riparazione della vescica, l’asportazione della milza lacerata e il controllo dell’emorragia a livello addominale e pelvico con una tecnica efficace di tamponamento delle fonti di sanguinamento con garze. Una volta stabilizzato il bacino e il femore con stabilizzatori esterni, la paziente è stata trasferita, in sicurezza, al Gemelli – come prevede la procedura per la Rete del trauma della regione Lazio. Oggi a sei mesi dalle operazioni si sta concludendo il percorso di cura”. 

Qui all’Ospedale dei Castelli “vediamo una decina di traumi ogni anno come quelli di Elisa, siamo organizzati per questo tipo di operazioni complesse e multidisciplinari. Voglio ringraziare i colleghi del Gemelli e in particolare il dottor Pietro Fransvea chirurgo d’urgenze e del trauma, che allertato da noi durante la notte dell’arrivo di Elisa è rimasto anche il giorno seguente per seguire l’evoluzione clinica della giovane paziente”, conclude Casella. La storia di Elisa racconta come anche in si possano garantire elevati standard di cura. La Chirurgia generale dell’Ospedale dei Castelli è il punto di riferimento per il territorio e per i territori limitrofi nel trauma e non solo; l’attivita chirurgica svolta nell’ambito della chirurgia oncologica garantisce alla popolazione interventi chirurgici complessi, dei quali il 93% eseguiti con tecnica mininvasiva laparoscopica.  

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