googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
sabato 18 Aprile, 2026
Logo La Sintesi
vespa

Urla di Vespa contro Provenzano (Pd): “Adesso stia zitto, non glielo consento”

Lite in studio durante il confronto politico sul futuro del governo tra il conduttore di Porta a Porta e il vicesegretario del Partito democratico

Da Alessio Matta
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il clima si è scaldato in pochi minuti, con voci sempre più alte e nervi tesi davanti alle telecamere. La puntata del 9 aprile di Porta a Porta si è trasformata in un duello verbale tra il conduttore Bruno Vespa e l’esponente del Partito democratico Giuseppe Provenzano. Una scena rara per un programma noto per i toni controllati.

Al centro del dibattito c’erano le parole della premier Giorgia Meloni, che in parlamento aveva ribadito la linea del governo: nessun rimpasto e legislatura fino alla fine. In studio, oltre a Provenzano, erano presenti il capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia Lucio Malan, il direttore di Libero Mario Sechi, il giornalista Politi e la docente Alessia Melcangi.

La tensione è salita quando Provenzano ha iniziato a intervenire anche mentre parlava Malan. Vespa ha cercato di riportare ordine, ma il botta e risposta si è fatto serrato. “Prima ha parlato, adesso mi lasci parlare”, ha detto il conduttore con tono irritato. Provenzano ha replicato rivendicando il diritto al confronto: “Stavamo discutendo, siamo in uno studio democratico”. A quel punto Vespa ha indicato la sua poltrona e ha chiesto al politico se volesse prendere il suo posto. Provenzano ha risposto con una battuta che ha fatto scattare la reazione del giornalista: “Forse dovrebbe sedersi da quella parte”.

La risposta è arrivata a voce alta. Vespa si è alzato e ha tagliato corto: “Questo non glielo consento. Con quello che vedete in giro sulla par condicio, anche la battuta se la poteva risparmiare. Adesso stia zitto e lasci parlare gli altri”.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook

Instagram 

X

TikTok 

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata