Il clima si è scaldato in pochi minuti, con voci sempre più alte e nervi tesi davanti alle telecamere. La puntata del 9 aprile di Porta a Porta si è trasformata in un duello verbale tra il conduttore Bruno Vespa e l’esponente del Partito democratico Giuseppe Provenzano. Una scena rara per un programma noto per i toni controllati.
Al centro del dibattito c’erano le parole della premier Giorgia Meloni, che in parlamento aveva ribadito la linea del governo: nessun rimpasto e legislatura fino alla fine. In studio, oltre a Provenzano, erano presenti il capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia Lucio Malan, il direttore di Libero Mario Sechi, il giornalista Politi e la docente Alessia Melcangi.
La tensione è salita quando Provenzano ha iniziato a intervenire anche mentre parlava Malan. Vespa ha cercato di riportare ordine, ma il botta e risposta si è fatto serrato. “Prima ha parlato, adesso mi lasci parlare”, ha detto il conduttore con tono irritato. Provenzano ha replicato rivendicando il diritto al confronto: “Stavamo discutendo, siamo in uno studio democratico”. A quel punto Vespa ha indicato la sua poltrona e ha chiesto al politico se volesse prendere il suo posto. Provenzano ha risposto con una battuta che ha fatto scattare la reazione del giornalista: “Forse dovrebbe sedersi da quella parte”.
La risposta è arrivata a voce alta. Vespa si è alzato e ha tagliato corto: “Questo non glielo consento. Con quello che vedete in giro sulla par condicio, anche la battuta se la poteva risparmiare. Adesso stia zitto e lasci parlare gli altri”.
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