La crisi dei carburanti travolge il trasporto aereo globale e mette a rischio i voli, e le vacanze, di milioni di passeggeri.
Il conflitto in Medio Oriente, provocato dai report fasulli dell’intelligence israeliana e dalla cieca sudditanza di Trump a Netanyahu, ha causato il blocco dei rifornimenti attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il jet fuel. Così, mentre i prezzi dei biglietti aerei salgono, le compagnie tagliano le rotte meno remunerative e quelle considerate troppo rischiose.
Compagnie aeree in difficoltà
Ovviamente, i più colpiti sono i vettori del Golfo, che pur avendo più facile accesso al carburante sono costretti a rimanere a terra per problemi di sicurezza: secondo gli analisti di Cirium, nel giorno successivo all’inizio del conflitto Emirates, Etihad e Qatar Airways avrebbero cancellato almeno il 30% dei voli.
Anche l’Europa però è in grande affanno. Lufthansa ha già ridotto 20mila voli a corto raggio fino a ottobre per risparmiare carburante. KLM ha cancellato 160 partenze solo a maggio, mentre EasyJet prevede perdite fino a 640 milioni di euro nel primo semestre 2026.
Oltreoceano, anche Delta Air Lines ha tagliato il 3,5% della propria rete per recuperare circa un miliardo di dollari.
L’impatto sui bilanci
Con il Brent sopra i 100 dollari e il rischio di nuovi picchi, le compagnie faticano a fare programmi di medio e lungo termine.
Ryanair ha garantito operatività fino a fine maggio, ma l’amministratore delegato Michael O’Leary avverte: «A giugno non abbiamo certezze. Finché Donald Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi resteranno altissimi».
Solo ad aprile, nonostante i diffusi tentativi di calmierare i prezzi, la guerra ha avuto un impatto di decine di milioni di dollari sulle compagnie aeree. Un anno con il barile a 150 dollari potrebbe pesare per centinaia di milioni sui bilanci, e portare al fallimento le compagnie che già si trovavano in difficoltà.
Ma c’è anche chi getta acqua sul fuoco, come Wizz Air: «È un eccesso di allarmismo», ha spiegato l’azienda a Fanpage. «Abbiamo carburante sufficiente fino a marzo 2027».
L’Europa corre ai ripari
A Bruxelles, la Commissione europea è al lavoro per evitare il collasso del settore. Il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha dichiarato: «Con il Piano Accelerate EU agiamo per affrontare le conseguenze della crisi in Medio Oriente e garantire che il nostro sistema di trasporti rimanga competitivo e resiliente», ha dichiarato il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas. «Intensificheremo il coordinamento per ottimizzare la distribuzione del carburante per i trasporti in tutta Europa, a partire dal carburante per aerei». Per ora non si registrano carenze di carburante, ma va affrontata l’impennata dei prezzi e bisogna predisporre un piano per evitare che uno scenario simile possa ripetersi: «Dobbiamo rendere il nostro sistema di trasporti e le nostre catene di approvvigionamento più resistenti alle future interruzioni».
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