La morte dei tre 17enni finiti in un canale a Senago ha riacceso le riflessioni sull’efficacia del nuovo codice della strada nel diminuire il numero dei morti sulle strade del nostro Paese. Il numero impressionante di decessi registrati in questi giorni – 28 in tutta Italia in poco meno di una settimana – dimostra che questa legge da sola non basta. Una consapevolezza che mette sotto pressione il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
Occupato con i gazebo per le primarie della Lega a Milano e la cabina di regia di oggi pomeriggio per risollevare i consensi della Lega, il vicepremier si è trovato a dover rispondere del fallimento della sua misura. “Voglio fare una riunione già questa settimana sul tema della sicurezza stradale perché è vero che l’anno scorso ci sono stati cento morti in meno, però sono ancora troppi i ragazzi che non tornano a casa“, ha chiarito, tirando in ballo anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Il nuovo codice della strada non basta
Eppure, sin dalle prime discussioni su questo nuovo codice sono state molte le riflessioni sulla sua effettiva efficacia. L’Associazione Vittime Incidenti stradali ha da sempre sottolineato che queste norme potrebbero rivelarsi inutili senza una stretta anche sulla prevenzione e sui controlli.
In sostanza, le multe e le sanzioni più salate non bastano a creare un deterrente che eviti ai cittadini di mettersi al volante in condizioni non lucide o di sfidare la legge con velocità ben oltre il consentito. A mancare è proprio l’apparato della sicurezza, lo stesso che il governo Meloni aveva presentato come una priorità nel corso della sua campagna elettorale.
Casu (Pd): “I morti diminuiscono solo per le zone 30”
Dopo gli ultimi incidenti di questi giorni, con diversi minorenni e giovanissimi morti sulle strade italiane, anche l’opposizione è tornata a pressare Salvini sull’argomento. “La sicurezza stradale non si costruisce a colpi di propaganda o di slogan”, ha chiarito Davide Faraone di Iv.
Durissima anche l’analisi piuttosto dettagliata del democratico Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti: “Il calo delle vittime è limitato ed è principalmente merito del coraggio dei sindaci che hanno ridotto la velocità di circolazione in ambito urbano”. Il riferimento è alle cosiddette “Città 30”, che lo stesso Salvini ha più volte criticato.
Deidda (FdI): “Il codice va cambiato”
In sostanza, di fronte a condizioni che impongono al conducente di rispettare il codice della strada, i numeri dei morti sulle strade diminuiscono. Il solo promettere sanzioni più severe, invece, si rivela inefficace. Sulla questione si è inserito il presidente della Commissione Trasporti, il meloniano Salvatore Deidda, che nel tentativo di difendere la legge ha ammesso che sono numerosi i punti su cui intervenire con delle modifiche.
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