martedì 28 Luglio 2026
Sigfrido Ranucci. Foto: ANSA/Rai

Attentato a Ranucci, il Riesame conferma gli arresti e l’aggravante del metodo mafioso per gli indagati

I giudici hanno respinto le richieste dei difensori, che avevano chiesto l’annullamento della custodia cautelare e una revisione dell’impianto accusatorio

Di Redazione
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Il del Riesame di Roma ha confermato le misure cautelari per i quattro accusati di essere gli esecutori materiali dell’ contro Sigfrido . Confermata anche l’aggravante del metodo mafioso. L’esplosione avvenne il 16 2025 davanti all’abitazione del conduttore di Report, a Pomezia.

Restano in carcere i presunti esecutori

I giudici hanno respinto le richieste dei difensori, che avevano chiesto l’annullamento della custodia cautelare e una revisione dell’impianto accusatorio. Per il Riesame, invece, restano valide sia le misure sia la contestazione del metodo mafioso.
Gli sono residenti tra la provincia di e l’area avellinese. Tra loro figurano Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino e Saverio Mutone. Ai domiciliari si trova invece Marika De Filippi, compagna di D’Avino. Le misure cautelari erano state eseguite il 30 giugno scorso.

Confermata l’aggravante mafiosa

I quattro sono considerati dagli inquirenti gli esecutori materiali dell’esplosione dell’ordigno piazzato davanti alla casa di Ranucci. L’attentato aveva colpito l’abitazione del Rai e conduttore di Report, aprendo un’ arrivata poi agli arresti di fine giugno.
La conferma del Riesame rafforza, almeno in questa fase cautelare, l’ipotesi della Procura: non un episodio isolato o improvvisato, ma un’ organizzata, realizzata con modalità ritenute compatibili con l’aggravante mafiosa.

Il ruolo attribuito a

Secondo la Procura, l’attentato sarebbe stato commissionato dall’imprenditore Valter Lavitola e pagato tra i 5mila e i 10mila euro. Lavitola, attraverso un suo collaboratore, Gomes Clesio Tavares, avrebbe assoldato il gruppo indicato dagli inquirenti come la presunta “banda”.
Ancora da chiarire il movente, sebbene gli inquirenti ritengano solida l’ipotesi per cui l’imprenditore, all’insaputa di Ranucci, avrebbe in questo modo voluto lanciare la discesa del conduttore politico nell’agone politico.

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