lunedì 24 Agosto 2026

Avvelenamento da Ricina, emergono nuovi dettagli sul caso

Gli esperti tedeschi hanno individuato tracce di ricina anche nei tessuti dello stomaco di Antonella Di Ielsi

Di Redazione
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Il giallo di Pietracatella torna al centro dell’attenzione con nuovi elementi che potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire le ultime ore di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita. Secondo le informazioni emerse oggi, lunedì 24 agosto, gli esperti tedeschi impegnati negli sul caso hanno individuato tracce di ricina anche nei tessuti dello stomaco di Antonella Di Ielsi. Il dato aggiunge un ulteriore tassello agli esami già condotti sulle due vittime e rafforza il quadro tossicologico che ha portato la Procura a considerare la morte delle due donne nell’ambito di un’inchiesta per duplice omicidio.

La presenza della sostanza nei tessuti dello stomaco assume particolare rilievo perché può fornire ulteriori informazioni sulla modalità con cui la tossina è entrata nell’organismo. Gli accertamenti dovranno ora contribuire a definire con maggiore precisione la dinamica dell’avvelenamento e la possibile quantità di ricina assunta. La scoperta non identifica però il responsabile dell’avvelenamento e non consente, da sola, di attribuire responsabilità a una persona precisa. Gli investigatori continuano infatti a lavorare su più elementi, confrontando , reperti e dati informatici.

L’inchiesta continua tra familiari e conoscenti

La Squadra Mobile di , coordinata dalla Procura di Larino, sta proseguendo con nuove audizioni. Negli ultimi giorni gli investigatori hanno convocato nuovamente persone già ascoltate in precedenza, cercando di chiarire eventuali contraddizioni o aspetti ancora poco definiti nelle loro ricostruzioni. Tra gli ultimi passaggi dell’ figura anche il confronto tra Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, e una sua amica insegnante. L’ in Questura ha richiesto diverse ore e ha consentito agli investigatori di mettere a confronto le rispettive versioni su alcuni aspetti della vicenda.

Il fascicolo per duplice omicidio resta formalmente contro ignoti. Questo elemento assume particolare importanza perché le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane hanno indicato diverse possibili piste investigative, senza però trasformarle in accuse formalizzate. Gli investigatori stanno quindi cercando riscontri oggettivi prima di compiere eventuali ulteriori passi. La Procura ha inoltre precisato nei giorni scorsi che non risultavano comunicazioni ufficiali relative a una presunta positività alla ricina di altre persone coinvolte negli accertamenti.

Il mistero del forum americano

Parallelamente agli accertamenti scientifici e alle testimonianze, gli investigatori stanno seguendo una pista legata a un’attività online. Secondo quanto emerso oggi, al centro dell’attenzione ci sarebbe un forum statunitense nel quale, nei mesi precedenti alla tragedia, una persona anonima avrebbe pubblicato domande riguardanti la ricina. Gli investigatori italiani hanno chiesto informazioni ai referenti statunitensi con l’obiettivo di identificare l’utente e verificare se possa esistere un collegamento concreto con la vicenda di Pietracatella.

I risultati degli accertamenti americani potrebbero quindi aggiungere un elemento importante alla ricostruzione dell’origine della tossina, ma al momento non esiste una conferma pubblica che l’autore delle online abbia avuto un ruolo nell’avvelenamento. La pista resta dunque al vaglio degli inquirenti. Gli investigatori dovranno verificare tempi, contenuti e provenienza delle attività digitali, mettendoli in relazione con gli altri elementi raccolti durante gli otto mesi di indagine.

Antonella e Sara, la tragedia di dicembre

Antonella Di Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, 15 anni, morirono tra il 27 e il 28 dicembre 2025 dopo un grave inizialmente ricondotto a una possibile intossicazione alimentare. Gli accertamenti successivi hanno cambiato radicalmente la direzione dell’inchiesta. Le tossicologiche hanno infatti individuato la ricina nei campioni delle due vittime, mentre la successiva perizia autoptica ha confermato l’avvelenamento.

La ricostruzione degli ultimi giorni della famiglia Di Vita rappresenta ancora uno dei centrali dell’indagine. Gli investigatori stanno cercando di stabilire quando la tossina sia entrata nell’organismo delle due vittime e soprattutto perché abbia colpito Antonella e Sara mentre altre persone presenti nella famiglia non hanno riportato lo stesso esito. Gianni Di Vita è risultato negativo agli accertamenti sulla ricina, un dato che gli investigatori devono ora collocare all’interno della complessa ricostruzione temporale dell’esposizione.

Tra gli elementi esaminati dagli investigatori figurano anche dispositivi elettronici e materiale digitale riconducibile alla famiglia. In particolare, gli accertamenti sul telefono di Alice Di Vita, figlia maggiore di Antonella e sorella di Sara, puntano a ricostruire le attività, le comunicazioni e le informazioni relative ai giorni precedenti la tragedia. La ragazza non si trovava a casa durante il considerato dagli investigatori particolarmente importante per ricostruire la possibile esposizione alla ricina.

Un caso ancora senza un responsabile

Le nuove informazioni emerse oggi mostrano quindi un’inchiesta ancora molto articolata. La presenza della ricina nei tessuti dello stomaco di Antonella rappresenta un nuovo elemento scientifico, ma non chiude il caso. Gli investigatori devono ancora individuare l’origine della sostanza, ricostruire il percorso che avrebbe portato la tossina all’interno della casa e stabilire chi possa aver avuto accesso alla sostanza.

Il lavoro della Procura di Larino procede così su più fronti: da una parte gli esperti analizzano i reperti e i materiali già acquisiti, dall’altra la Squadra Mobile continua a raccogliere testimonianze e a verificare le dichiarazioni delle persone vicine alla famiglia. Anche i dati provenienti dagli Stati Uniti potrebbero contribuire alla ricostruzione, qualora gli accertamenti riuscissero a identificare l’autore delle misteriose domande pubblicate online.

Al momento, dunque, nessun nome può essere indicato come responsabile dell’avvelenamento di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. La certezza raggiunta dagli accertamenti riguarda invece la causa della morte: la ricina. Ora gli investigatori cercano di trasformare gli elementi scientifici, digitali e testimoniali raccolti nei mesi scorsi in una ricostruzione completa della tragedia. La nuova scoperta nei tessuti dello stomaco di Antonella potrebbe offrire ulteriori indicazioni sulla dinamica dell’avvelenamento, mentre i prossimi risultati degli accertamenti internazionali potrebbero chiarire uno degli aspetti ancora più oscuri dell’intera vicenda.

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