lunedì 28 Settembre 2026
Dubai in fiamme

Il Golfo in fiamme. Raid anche da Hezbollah

Esplosioni a Dubai, Abu Dhabi, Doha e nel Kuwait. Si accende il fronte anche in Libano: 31 civili uccisi, in migliaia in fuga verso nord.

Di Maria Vittoria Ciocci
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Catena di esplosioni tra Abu Dhabi, Dubai, Doha e Manama. In Bahrein un uomo è rimasto ucciso dalle fiamme. Mentre, in mattinata, diversi testimoni hanno riferito di aver individuato una densa nube di provenire dalla sede diplomatica statunitense kuwaitiana, causata probabilmente da un ordigno iraniano. I vigili del fuoco sono giunti immediatamente sul posto accompagnati dalle ambulanze, mentre le sirene antiaeree hanno riecheggiato in diversi quartieri di Kuwait City.

Le autorità locali hanno intercettato iraniani sulla , la maggior parte dei quali è stata neutralizzata in prossimità dei quartieri di Rumaithiya e Salwa. Nessuno è rimasto ferito o ha perso la nell’attacco. Sui , inoltre, è stata diffusa una segnalazione riguardante un presunto jet abbattuto. Non è però arrivata nessuna conferma ufficiale.

Nel frattempo, si apre il fronte anche in a causa di una rappresaglia del di .

Libano: Hezbollah lancia missili, le istituzioni si dissociano

Il Medioriente è in fiamme. Israele ora è coinvolto su un altro fronte: Hezbollah, indipendentemente dalle riserve dello Stato libanese, ha lanciato nella notte razzi e droni, scatenando la reazione delle . Più di 53 villaggi situati nel sud del paese sono stati evacuati, 31 civili hanno perso la vita, 149 rimasti feriti e in migliaia stanno cercando riparo nell’area settentrionale. La risposta della Knesset, infatti, non si è fatta attendere e ha puntato il mirino soprattutto sui sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte del Partito di Dio.

Joseph Aoun, presidente libanese

Joseph Aoun – ph: ANSA

Durissima la reazione delle istituzioni libanesi, i cui membri si sono dissociati dalla scelta di lanciare missili al confine, in quanto “va contro tutti gli sforzi e le misure intraprese per tenere il Libano lontano dai pericolosi militari in corso”. Con queste parole, il presidente Joseph Aoun ha condannato la scelta di Hezbollah.

A cura di Maria Vittoria Ciocci
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