giovedì 13 Agosto 2026
Dubai in fiamme

Il Golfo in fiamme. Raid anche da Hezbollah

Esplosioni a Dubai, Abu Dhabi, Doha e nel Kuwait. Si accende il fronte anche in Libano: 31 civili uccisi, in migliaia in fuga verso nord.

Di Maria Vittoria Ciocci
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Catena di esplosioni tra Abu Dhabi, Dubai, Doha e Manama. In un uomo è rimasto ucciso dalle fiamme. Mentre, in mattinata, diversi testimoni hanno riferito di aver individuato una densa nube di fumo provenire dalla sede diplomatica statunitense kuwaitiana, causata probabilmente da un ordigno iraniano. I vigili del fuoco sono giunti immediatamente sul posto accompagnati dalle ambulanze, mentre le sirene antiaeree hanno riecheggiato in diversi quartieri di Kuwait City.

Le autorità locali hanno intercettato droni iraniani sulla , la maggior parte dei quali è stata neutralizzata in prossimità dei quartieri di Rumaithiya e Salwa. Nessuno è rimasto o ha perso la vita nell’attacco. Sui , inoltre, è stata diffusa una segnalazione riguardante un presunto jet abbattuto. Non è però arrivata nessuna conferma ufficiale.

Nel frattempo, si apre il fronte anche in a causa di una rappresaglia del di Dio.

Libano: Hezbollah lancia missili, le istituzioni si dissociano

Il Medioriente è in fiamme. Israele ora è coinvolto su un altro fronte: Hezbollah, indipendentemente dalle riserve dello Stato libanese, ha lanciato nella notte razzi e droni, scatenando la reazione delle Idf. Più di 53 villaggi situati nel del paese sono stati evacuati, 31 civili hanno perso la vita, 149 rimasti feriti e in migliaia stanno cercando riparo nell’area settentrionale. La risposta della Knesset, infatti, non si è fatta attendere e ha puntato il mirino soprattutto sui sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte del Partito di Dio.

Joseph Aoun, presidente libanese

Joseph Aoun – ph:

Durissima la reazione delle istituzioni libanesi, i cui membri si sono dissociati dalla scelta di lanciare missili al confine, in quanto “va contro tutti gli sforzi e le misure intraprese per tenere il Libano lontano dai pericolosi scontri militari in corso”. Con queste parole, il Joseph Aoun ha condannato la scelta di Hezbollah.

A cura di Maria Ciocci
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